Il Tirreno

Pisa

Intanto la multinazionale svedese attende l’invito formale del governatore Rossi per una nuova trattativa

Sfida a due per Ikea sui Navicelli

Daniele Benvenuti
Il progetto fra l’Aurelia e la superstrada
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Il progetto fra l’Aurelia e la superstrada

Spunta l'area ex Galazzo dopo quella della Società Sviluppo: ecco il progetto

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PISA. Esiste già un progetto per Ikea lungo i Navicelli. L'annuncio è degli architetti Rino Pagni e Alessandro Tolaini che lo hanno realizzato per conto della società Orione di Bergamo proprietaria dell'area dove sorgeva lo stabilimento Galazzo tra l'Aurelia e la superstrada all'altezza dell'uscita Darsena. Ottantamila metri quadri già pronti per la multinazionale svedese paragonabile a quello di Sesto Fiorentino: superficie coperta di 15mila mq su due piani per un lordo di 30mila, con 1800 posti auto ed una nuova rotatoria sull'Aurelia per l'accesso. Tutto questo lungo uno svincolo autostradale come vuole Ikea, con un un investimento di quasi la metà rispetto al progetto di Migliarino.  La società bergamasca, quindi, si mette in competizione con Sviluppo Navicelli che è già stata contattata dal Comune di Pisa e dalla Regione per la propria area, sempre lungo l'Aurelia, in grado di ospitare Ikea. I due architetti hanno preso tutti in contropiede, modellando il progetto secondo le caratteristiche volute da Ikea stessa, andando quindi oltre la semplice indicazione di un terreno.  «La proprietà dell'area - spiegano gli architetti Pagni e Tolaini - ci aveva chiesto di verificare le condizioni necessarie per un possibile intervento per la realizzazione di un punto vendita Ikea nell'area ex Galazzo. L'ipotesi di un insediamento di grande distribuzione è compatibili con le destinazioni d'uso ammissibili disciplinate dal piano strutturale, tuttavia richiederebbe una variante al regolamento urbanistico, come qualsiasi altra area simile in Toscana».  Degli 80mila mq, circa 60 sono destinati ad Ikea (tra punto vendita, magazzini, parcheggi), altri 20 sono occupati da verde o comunque liberi per altre attività come ad esempio un albergo. Per la multinazionale svedese l'investimento sarebbe minore proprio per la presenza di una viabilità che, invece, a Migliarino andava realizzata quasi completamente.  Mentre a Pisa si stanno muovendo in molti per cercare di non far scappare gli svedesi, dalla sede milanese di Ikea Italia si fa sapere che non è ancora giunto la richiesta formale del governatore Rossi di un tavolo di confronto con gli amministratori locali. «Ben venga - dicono - un intervento del presidente per semplificare le pratiche burocratiche».  Pratiche burocratiche che, per stessa ammissione dell'amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson, hanno affossato il progetto Migliarino. «Durante i sei anni in cui abbiamo atteso di realizzare un negozio a Pisa - ha dichiarato nei giorni scorsi -, sono cambiate le condizioni di investimento in altri Paesi europei. Quindi Vecchiano è entrato in concorrenza con altri che hanno iter più veloci. Per Migliarino abbiamo modificato il progetto quattro volte - aveva concluso l'ad di Ikea Italia - dopo le osservazioni avanzate dal Comune, ma questo non è bastato ad ottenere il via libera. E pensare che siamo riconosciuti come una delle aziende più attente all'ambiente».

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