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Chiesta sospensione dellobbligo di avvicendamento colturale
Il maltempo ha mandato in tilt le aziende che producono cereali
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SAN GIULIANO. Maltempo e settore cerealicolo: per gli effetti della cattiva stagione autunnale, la Provincia di Pisa ha richiesto a Regione e Artea (Agenzia erogazioni in agricoltura) la sospensione, per gli operatori del territorio, dell'obbligo di avvicendamento colturale e delle prescrizioni comunitarie e nazionali. Interessate sono numerose aziende sia di San Giuliano che di Vecchiano, in particolare da Migliarino fino a Massaciuccoli. La campagna di semina 2010 autunno-invernali si è svolta in condizioni di piovosità eccezionale, a causa delle quali numerose aziende (con un calo sul 35-40% di terreni lavorati, rispetto ai circa 46.000 ettari del 2009) sono state costrette a modificare i piani di coltivazione. «Dando seguito alle comunicazioni delle organizzazioni professionali - spiega l'assessore allo sviluppo rurale Giacomo Sanavio - la Provincia ha attivato la procedura per l'istanza di sospensione, nel 2010-11, delle prescrizioni ordinarie. Il riferimento è all'obbligo di avvicendamento colturale e gli impegni previsti dai regolamento Ce e ministeriali. Ciò affinché le imprese non siano penalizzate anche con la perdita dei contributi comunitari Pac». A rischio ci sono sia il "premio accoppiato" 2011, sia il recupero di quello percepito nel 2010. Tutto questo si somma alla crisi generale del settore cereali. «Rispetto alla quale - prosegue Sanavio - non ci sono soluzioni già pronte, ma la strada è quella di favorire la transizione dell'intero comparto verso altri assetti: affrontando il problema a partire dall'azienda, non dalla coltura». In particolare, le imprese che si sono mosse per tempo, lo hanno fatto indirizzandosi lungo tre linee. Prima, la diversificazione produttiva: aumento del numero di lavorazioni (cereali minori, legumi per l'alimentazione umana, ortaggi); reintroduzione degli allevamenti; altre attività (turismo, servizi ambientali e sociali con enti). Seconda direttrice, la valorizzazione dell'azienda, riportando al suo interno processi prima delegati all'esterno, come la trasformazione dei prodotti e la loro vendita diretta. Terza, la rifondazione delle risorse aziendali: ad esempio passando al biologico; operando una revisione delle tecniche produttive; favorendo l'ingresso di nuove forze».
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