Attenzione
Un incontro in questura con gli organizzatori chiarirà i dubbi
Incognita divieto per Canapisa
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Una precedente manifestazione di Canapisa in città2 MINUTI DI LETTURA
Incognita su Canapisa. Può anche darsi che la manifestazione, promossa per la fine di maggio, giorno 28, dalla Lega antiproibizionista e diventato ormai un appuntaento fisso per la città, potrebbe anche saltare. Nei prossimi giorni ci sarà in questurea un incontro con gli organizzatori per la realizzazione della manifestazione, un incontro che risulta comunque carico di interrogativi. La manifestazione infatti ogni anno suscita svariate proteste da parte di molti cittaduini, ma riceve anche il consenso di buona parte delle associazioni giovanili che riconoscono nel suo svolgimento la legittimazione di un diritto.
L'evento aveva attirato recentemente anche l'attenzione del senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. «Tra Toscana e Liguria - dice Giovanardi - ci sono stati tragici eventi, collegati con l'uso di droghe. Questo evento è incentrato sul consumo e la propaganda della cannabis e sostiene che il divieto di usare sostanze psicoattive lede prima di tutto il diritto di ogni persona all'autodeterminazione.
Ho scritto al procuratore della Repubblica, al prefetto, al questore e al sindaco perché, tenuto conto degli eventuali profili di illegalità e dei possibili rischi sanitari associati ad un evento con le caratteristiche annunciate, mi facciano conoscere se siano state previste misure straordinarie di controllo dell'ordine pubblico. Contro Canapisa ha protestato anche l'associazione Compagnia dello Stile Pisano. Lapidario nella sua risposta Filippeschi: «L'ordine pubblico non spetta al Comune, che ha sempre posto comunque il problema».
L'evento aveva attirato recentemente anche l'attenzione del senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. «Tra Toscana e Liguria - dice Giovanardi - ci sono stati tragici eventi, collegati con l'uso di droghe. Questo evento è incentrato sul consumo e la propaganda della cannabis e sostiene che il divieto di usare sostanze psicoattive lede prima di tutto il diritto di ogni persona all'autodeterminazione.
Ho scritto al procuratore della Repubblica, al prefetto, al questore e al sindaco perché, tenuto conto degli eventuali profili di illegalità e dei possibili rischi sanitari associati ad un evento con le caratteristiche annunciate, mi facciano conoscere se siano state previste misure straordinarie di controllo dell'ordine pubblico. Contro Canapisa ha protestato anche l'associazione Compagnia dello Stile Pisano. Lapidario nella sua risposta Filippeschi: «L'ordine pubblico non spetta al Comune, che ha sempre posto comunque il problema».
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