Attenzione
Il sindaco di Pisa vuole Ikea: dica cosa serve
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L’area che era stata richiesta dall’Ikea e sotto un punto venditaFilippeschi ha chiesto un incontro, mentre le associazioni accusano
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Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ieri mattina ha scritto a Lars Petersson, amministratore delegato di Ikea Italia, mettendo nero su bianco che «Pisa naturalmente è interessata, ma non avendo mai ricevuto richieste dobbiamo sapere in primo luogo quali sono le esigenze dell'azienda». E Filppeschi sottolinea che «serve un'interlocuzione diretta che permetta innanzitutto ai nostri tecnici di fare le valutazioni necessarie. Ho già riferito al presidente Enrico Rossi della mia richiesta d'incontro».
Alla luce della posizione di Filippeschi e della volontà del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di volere trattenere Ikea, il colosso svedese ribadisce la sua decisione di volere abbandonare Migliarino in quanto era l'unica opzione. Soltanto i prossimi giorni ci diranno se la mano tesa del sindaco di Pisa avrà effetti concreti. O se Ikea stia guardando definitivamente altrove. Ieri è stata la giornata delle riflessioni delle associazioni dei commercianti e degli artigiani: Confcommercio parla di shoc per il mondo imprenditoriale, la Confesercenti sottoliena come l'abbandono di Ikea «pare strumentale», la Cna parla di risposte troppo lunghe della politica all'economia. Il direttore della Confesercenti, Marco Sbrana, sostiene che «la decisione del colosso svedese di abbandonare il progetto di Migliarino ci pare strumentale». Ricordiamo che Confesercenti si era sempre opposta all'ipotesi di parco commerciale, dando invece via libera allo store dei mobili.
«Ci sorprende che la rinuncia - spiega Sbrana - sia avvenuta quando c'erano passi concreti per l'apertura di un dialogo con il Comune di Vecchiano che aveva individuato nell'area industriale di Migliarino una zona idonea all'insediamento. Non vorremmo che questa presa di posizione sia un tentativo per forzare la mano al fine di riaprire all'ipotesi dell'Ovaio». E sulla posizione del sindaco di Pisa? «Ben venga anche da parte nostra - risponde Sbrana -. Ma sempre alla precisa condizione che attorno al punto vendita ci siano solo parcheggi e non centri commerciali. Rimane comunque il fatto che ad oggi la Regione non ha ancora definito il piano per i nuovi insediamenti e soprattutto le superfici totali consentite».
Per Luca Ciappi, presidente Confcommercio Pisa, il no di Ikea «rappresenta per noi un brutto shoc, si conclude nel peggiore dei modi e fa emergere un clamoroso fallimento del nostro territorio in termini di attrattività di nuovi investimenti». Ed è per questo motivo che «le istituzioni locali devono adesso lavorare con il massimo impegno perché non tutto sia perduto e, al di là di Vecchiano, si possano ricreare le condizioni giuste affiché Ikea confermi di investire in provincia di Pisa. E' un compito oneroso al quale tuttavia non dobbiamo sottrarci. Per recuperare credibilità e fiducia, dopo questo strappo, occorre un salto di qualità nella proposta che tutti insieme possiamo e dobbiamo fare al management di Ikea.
Perché gettare al vento una simile opportunità è uno schiaffo alla crisi e a tutti coloro, imprenditori, lavoratori, disoccupati, che ne soffrono ogni giorno di più le dolorose conseguenze». Infine, per il presidente Cna Pisa, Andrea Zavanella, «occorre ripartire dal progetto originario perché le parole, che paiono tombali, sul progetto di insediamento da parte di Ikea riecheggiano ciò che andiamo dicendo da tempo. Ovvero che i tempi della politica non sono i tempi dell'economia. Ma si tratta di una grave lacuna. E se vogliamo garantire la possibilità di attrarre investimenti sul nostro territorio, le istituzioni devono poter dare certezze alle imprese.
Non essere nelle condizioni di poter affermare con certezza le condizioni e i tempi per portare a termine un progetto produttivo, significa vanificare in gran parte le grandi potenzialità attrattive di cui invece disponiamo. Nel futuro - conlude Zavanella -, come ha affermato anche il governatore Rossi, occorre fare meglio e dobbiamo tutti insieme creare le condizioni giuste».
Alla luce della posizione di Filippeschi e della volontà del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di volere trattenere Ikea, il colosso svedese ribadisce la sua decisione di volere abbandonare Migliarino in quanto era l'unica opzione. Soltanto i prossimi giorni ci diranno se la mano tesa del sindaco di Pisa avrà effetti concreti. O se Ikea stia guardando definitivamente altrove. Ieri è stata la giornata delle riflessioni delle associazioni dei commercianti e degli artigiani: Confcommercio parla di shoc per il mondo imprenditoriale, la Confesercenti sottoliena come l'abbandono di Ikea «pare strumentale», la Cna parla di risposte troppo lunghe della politica all'economia. Il direttore della Confesercenti, Marco Sbrana, sostiene che «la decisione del colosso svedese di abbandonare il progetto di Migliarino ci pare strumentale». Ricordiamo che Confesercenti si era sempre opposta all'ipotesi di parco commerciale, dando invece via libera allo store dei mobili.
«Ci sorprende che la rinuncia - spiega Sbrana - sia avvenuta quando c'erano passi concreti per l'apertura di un dialogo con il Comune di Vecchiano che aveva individuato nell'area industriale di Migliarino una zona idonea all'insediamento. Non vorremmo che questa presa di posizione sia un tentativo per forzare la mano al fine di riaprire all'ipotesi dell'Ovaio». E sulla posizione del sindaco di Pisa? «Ben venga anche da parte nostra - risponde Sbrana -. Ma sempre alla precisa condizione che attorno al punto vendita ci siano solo parcheggi e non centri commerciali. Rimane comunque il fatto che ad oggi la Regione non ha ancora definito il piano per i nuovi insediamenti e soprattutto le superfici totali consentite».
Per Luca Ciappi, presidente Confcommercio Pisa, il no di Ikea «rappresenta per noi un brutto shoc, si conclude nel peggiore dei modi e fa emergere un clamoroso fallimento del nostro territorio in termini di attrattività di nuovi investimenti». Ed è per questo motivo che «le istituzioni locali devono adesso lavorare con il massimo impegno perché non tutto sia perduto e, al di là di Vecchiano, si possano ricreare le condizioni giuste affiché Ikea confermi di investire in provincia di Pisa. E' un compito oneroso al quale tuttavia non dobbiamo sottrarci. Per recuperare credibilità e fiducia, dopo questo strappo, occorre un salto di qualità nella proposta che tutti insieme possiamo e dobbiamo fare al management di Ikea.
Perché gettare al vento una simile opportunità è uno schiaffo alla crisi e a tutti coloro, imprenditori, lavoratori, disoccupati, che ne soffrono ogni giorno di più le dolorose conseguenze». Infine, per il presidente Cna Pisa, Andrea Zavanella, «occorre ripartire dal progetto originario perché le parole, che paiono tombali, sul progetto di insediamento da parte di Ikea riecheggiano ciò che andiamo dicendo da tempo. Ovvero che i tempi della politica non sono i tempi dell'economia. Ma si tratta di una grave lacuna. E se vogliamo garantire la possibilità di attrarre investimenti sul nostro territorio, le istituzioni devono poter dare certezze alle imprese.
Non essere nelle condizioni di poter affermare con certezza le condizioni e i tempi per portare a termine un progetto produttivo, significa vanificare in gran parte le grandi potenzialità attrattive di cui invece disponiamo. Nel futuro - conlude Zavanella -, come ha affermato anche il governatore Rossi, occorre fare meglio e dobbiamo tutti insieme creare le condizioni giuste».
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