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Pisa

Sindaci, il centrosinistra fa cappotto nei 5 comuni ma perde un po' di forza

Antonelli riceve l’abbraccio di Gino Nunes
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Antonelli riceve l’abbraccio di Gino Nunes

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C'è soddisfazione nei leader del centrosinistra all'esito del voto amministrativo che in provincia ha riguardato solo cinque comuni. E sicuramente è giustificata sia dal "cappotto" (un sindaco di centrosinistra governerà nei prossimi cinque anni a Cascina, Vecchiano, Lari, Buti e Santa Luce), sia dal fatto che in quest'ultimo comune si è trattato di una riconquista con la sconfitta ad opera di Andrea Marini del sindaco uscente Federico Pennesi.  È anche vero però che non sarebbero giustificati toni entusiastici.

A parte Santa Luce, il consenso della coalizione si è ridotto, con valori del segno meno anche sensibili. La tenuta migliore si è verificata a Cascina, dove il cartello che ha sostenuto Alessio Antonelli ha avuto il 66,87% calando di circa due punti percentuali rispetto al risultato conseguito dal secondo voto per Franceschini nonostante qualche strascico polemico dopo le primarie e anche il caso giudiziario che ha riguardato l'assessore Lorenzi (che proprio oggi compare davanti al gup).  Meno consolatorie le vittorie a Buti, Lari e Vecchiano. Le divisioni nel centrosinistra nella cittadina del palio hanno portato il neosindaco Alessio Lari a lasciare sul campo circa il 15 per cento di consensi se si considera che dal 70,9 per cento del 2006 ha vinto con poco più del 45 mentre un 10 per cento è andato a Rc, facendo crescere l'altra lista concorrente (e che ha raccolto il voto del centrodestra) al 44 per cento.

Anche a Lari il calo è stato sensibile: dal 69,7 di Serafini al 51,99 di Mirko Terreni con una crescita della lista che riscuote simpatie di destra a quasi il 40 per cento.  E poi c'è Vecchiano. Qui anche un personaggio popolare e sicuramente amato della cittadina come Giancarlo Lunardi, già sindaco per circa 15 anni, ha dovuto registrare un calo di consenso rispetto al 62,9% riportato dal suo predecessore Rodolfo Pardini. Lunardi è contento del suo 51,8% e può esserlo. In fondo combatteva contro la difficoltà di far accettare un mancato rinnovamento della classe dirigente e contro un'opinione pubblica divisa dal caso Ikea, che ieri ha fatto sapere di aver messo la parola fine all'ipotesi dell'insediamento a Migliarino. SERVIZI IN ATTUALITÀ E ALLE PAGINE II, III e IX

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