Il Tirreno

Pisa

Cantieri, i dubbi dei lavoratori

«C'è il piano industriale, ma vogliamo certezze»

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 PISA. Il piano industriale dei Cantieri di Pisa (ex Gruppo Baglietto) è all'esame dei lavoratori che ieri si sono riuniti in azienda.  L'invito è ancora alla cautela con i sindacati che mantengono il presidio e annunciano per i prossimi giorni una risposta dettagliata rispetto alla proposta Balducci, l'imprenditore viareggino che ha rilevato il sito produttivo.  «Il piano - dicono le organizzazioni dei lavoratori - appare fatto per le banche, che hanno concesso i 30 milioni necessari a concludere il concordato per rilevare i tre insediamenti ex Baglietto. Ma ai dipendenti servono garanzie sui tempi di rientro al lavoro dei 60 addetti pisani, metà dei quali sono tecnici e amministrativi, attività che sarebbero destinate a concentrarsi a Viareggio. Quanto alle nuove barche (sei in tre anni) per ora non ci sono contratti, ma solo proposte».  Da definire, secondo quanto ha fatto sapere Balducci, anche la soluzione di alcune questioni relative ai capannoni: alcuni sono proprietà del cavalier Sostegni, ma altri sorgono su terreno demaniale.  Come anticipato nei giorni scorsi, il piano prevede investimenti per 25 milioni di euro in cinque anni, il recupero della produttività e di tutti i circa 150 addetti oggi in cassa integrazione dei tre cantieri di Pisa (dove lavorano circa 60 persone), La Spezia e Varazze. Nei dettagli, ci prevede che nel cantiere della Spezia continueranno a essere allestiti gli scafi in acciaio di oltre 46 metri, mentre a Pisa verranno allestiti quelli in vetroresina e Varazze produrrà scafi in alluminio.

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