Sicurezza
Case fantasma, caccia ai furbetti
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Operaio al lavoro in un cantiere edileStop all'accatastamento spontaneo, ora scattano i controlli
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PISA. Caccia alle "case fantasma". Sono scattati da alcuni giorni i controlli dell'Agenzia del Territorio a Pisa e provincia, così come nel resto d'Italia. Sono scaduti il 30 aprile scorso i termini per l'accatastamento spontaneo, dopo che già erano state concesse alcune proroghe (l'ultima a marzo). Ora i funzionari del catasto stanno svolgendo i loro puntuali accertamenti, secondo un calendario prestabilito. Chi non risulta in regola sarà sanzionato; e non si tratta di cifre basse (si può arrivare anche oltre 2mila euro), dal momento che gli arretrati da pagare partiranno dal primo gennaio 2007, compresi quelli relativi a Irpef e Ici (a meno che non si riesca a dimostrare che la costruzione risale ad un periodo successivo). E' proprio dal 2007 che, su scala nazionale, è partita la campagna dell'Agenzia del Territorio. I rilievi sono stati fatti con l'ausilio del satellite e poi incrociati con le mappe catastali, arrivando ad individuare le particelle su cui sono stati riconosciuti immobili non dichiarati. Il punto di partenza, per Pisa e provincia, è stato di 10.352 "case fantasma" (definizione dentro la quale non rientrano però solo le case). In una seconda fase, con ulteriori accertamenti, è stata superata quota 11mila. L'indagine dell'Agenzia è stata compiuta in più fasi e si è arrivati ad una scrematura, considerando pratiche in quella fase non ancora ultimate e altre verifiche. Secondo alcuni dati, non più di un terzo degli immobili fotografati sarebbero fabbricati, a seguire magazzini, garage, cantieri e altri tipi di costruzioni. Nel frattempo, molti cittadini della provincia di Pisa hanno provveduto a sanare le posizioni in bilico. E così dalle 11mila unità di partenza si è scesi parecchio. Gli immobili in questione resterebbero comunque diverse centinaia, tra case non denunciate e lavori che hanno modificato l'appartamento o la destinazione d'uso. Nei casi di irregolarità, di fatto il catasto provvederà di sua iniziativa ad attribuire una rendita provvisoria sulla base dei controlli e degli accertamenti effettuati, i cui costi ricadranno sul titolare dei diritti reali dell'immobile nascosto al fisco. Un aspetto da sottolineare è che l'emersione del "nero immobiliare" può anche portare a benefici per le casse comunali: nel decreto del federalismo sul fisco municipale è previsto che una parte delle sanzioni (75%) vada ai sindaci. Secondo le stime del governo, ai Comuni la cifra che potrebbe arrivare sarebbe intorno a 1,5 miliardi di euro. «Stiamo aspettando che l'Agenzia del Territorio ci comunichi l'esito delle rilevazioni sulle cosiddette "case fantasma". E' ancora presto per fare proiezioni sull'entità delle entrate che potranno arrivare nelle casse comunali», dice l'assessore al bilancio Giovanni Viale. «Una volta ci avrà comunicato i dati - prosegue - dovremo fare tutte le verifiche, sia dal punto di vista urbanistico che da quello tributario».
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