Finanza
Manager, ma anche intellettuale
Marco Barabotti
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Fausto Valtriani Uomo d'apparato e al tempo stesso grande creativo
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PISA. Fausto Valtriani è stato coprotagonista della scena politica pisana già ai tempi di Berlinguer. Era il 1982 e lui aveva già respirato l'aria rigorosa, intelligente e creativa del Pci di via Fratti al tempo di Giuseppe De Felice che, anni prima, aveva avviato alla politica Fabio Mussi e Massimo D'Alema. Fu nell'austero palazzo di via Fratti che venne partorita e poi realizzata con grande successo la festa nazionale del'Unità. Era, quella, la generazione di Gino Nunes, Giovanni Brunale, Fabrizio Cerri e anche di Paolo Fontanelli. Prima di approdare ad Acque spa come presidente, Valtriani era stato consigliere comunale, capogruppo e assessore a palazzo Gambacorti. Ma non ha mai ha abbandonato la sua vocazione di intellettuale brillante e ironico. Tanto che si è raccontato nel libro "Veniamo da lontano", rivelando il suo alter ego (prefazione di Riccardo Di Donato). Dietro quella sua scorza di uomo d'apparato, duro e tutto d'un pezzo, ecco spuntare come acqua pura tutta la sua creatività. La sua prima formazione risale al tempo del circolo Arci di Gagno, dove si avvicina alla politica. Riuscì a portare qui, con due amici al bar, Roberto Benigni, facendo pagare il cachet al presidente della circoscrizione di allora (era una democristiana) - eravamo agli inizi degli anni Settanta -, al tempo in cui il grande comico di Vergaio era alle prime armi e recitava il monologo del Cioni. «Lo avevamo visto in uno spettacolo a Viareggio e ci era subito piaciuto», ricorda oggi Valtriani. Ma il Valtriani scherzoso e irreverente esplode in "Faustobook", recentissimo libro con disegni di Sergio Staino. Un diario scritto secondo le leggi di Facebook: chiaro, semplice, comunicativo e familiare come una chiacchierata al bar sotto casa: che va dalla pesca alla politica, dai puffi a Erasmo da Rotterdam, da Harry Potter a Alberto Moravia. Quello spirito che esplode oggi sul suo sito con la frase "L'importante è finire", titolo di una celebre canzone lanciata da Mina. Ma finisci davvero, vai in pensione? «Mi occuperò ancora per un po' di tempo di "Ricerca Innovazione", questa società di gestori toscani nel campo dell'Ingegneria. Certamente andrò di più a pescare e leggerò più libri. Poi andrò in pensione».
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