Proteste
LA STORIA
Comitati e partiti contari
Gianluca Campanella
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. La variante al regolamento urbanistico è stata approvata dal consiglio comunale di Pisa l'11 dicembre 2009; ma sin dall'inizio legislatura, l'anno prima, la giunta si era posta il problema: il piano strutturale del 1998 era appena scaduto; mentre il regolamento urbanistico del 2001 valeva solo per cinque anni. Pertanto all'inizio del 2009 è cominciato il percorso di doppia lettura in sala delle Baleari, come previsto dalla legge: tra i due passaggi si sono tenute oltre venti tra assemblee e incontri pubblici in tutti i quartieri e sono state presentate 118 osservazioni da associazioni, comitati e cittadini. A dicembre, dopo l'analisi dei 118 rilievi mossi, l'approvazione definitiva ha visto il voto favorevole di 24 consiglieri (tutta la maggioranza) e 3 contrari (Sel e Rifondazione); Pdl e Udc non hanno partecipato. A febbraio del 2010 cinque associazioni di quartiere fanno ricorso al Tar: sono i residenti di via Battelli, via Marco Polo, via Prinetti, del Cep e di Sant'Ermete, coordinati da Legambiente. Il testo del ricorso denuncia due "vizi formali": mancanza del percorso di democrazia partecipativa e mancato rispetto delle norme del piano strutturale. Oltre alla parte generale, contiene anche critiche su alcune singole schede che compongono la variante. Ma chiede l'annullamento totale del provvedimento. In attesa della pronuncia del Tribunale, alcuni progetti vanno avanti. In particolare entro il 17 gennaio di quest'anno è partita la costruzione di case popolari in via Veneziani (quartiere Cep) pena la perdita dei finanziamenti regionali di 5,8 milioni. La settimana precedente, in un'infuocata assemblea all'ex circoscrizione 2, ora Ctp, la giunta presenta i lavori e spiega dove andranno spostati gli attuali campi di calcio, sul cui terreno sorgeranno i nuovi alloggi. Ma si sfiora la rissa tra due fazioni del pubblico: chi appoggia la posizione del Comune e dell'assessore alla casa Ylenia Zambito, presente in sala; dall'altra parte chi dà ragione ai comitati di quartiere i quali ritengono che lo spostamento degli impianti sportivi sia «l'uccisione dell'anima del Cep». Tra questi c'è Salvatore Montano, precedente assessore alla casa e segretario provinciale di Pdci.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google