Proteste
Vigilessa picchiata da un venditore abusivo
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Una vigilessa in servizio nei pressi di piazza dei Miracoli Arrestato un giovane che ha reagito con un pugno al sequestro
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PISA. Una vigilessa è finita al pronto soccorso per essere stata malmenata da un venditore abusivo extracomunitario. Quest'ultimo, 18 anni, nato in Senegal e senza fissa dimora, è stato arrestato con le accuse di resistenza, violenza e e lesioni a pubblico ufficiale. Il fatto è accaduto in via Pietrasantina durante un controllo della polizia municipale per arginare il fenomeno del commercio abusivo su aree pubbliche soprattutto intorno all'area monumentale. Due vigilesse avevano il compito di intervenire in via Pietrasantina dove, abituamente, stazionano dei ragazzi di colore che vendono merce contraffatta. In genere, quando intervengono i vigili, i venditori cercano di raccogliere in fretta e furia la merce e darsi alla fuga. Ma così non è stato per un diciottenne. Una delle due vigilesse stava prendendo le borse per il sequestro quando il giovane ha reagito colpendo con un violento pugno alla spalla destra la vigilessa nel tentativo di indurla a lasciare la merce che aveva afferrato. Ma l'agente-donna non ha mollato la presa e il giovane le ha stretto il polso destro con cui teneva la merce procurandole lesioni che successivamente venivano refertate al pronto soccorso e giudicate guaribili in cinque giorni. In aiuto della collega, giungevano altri due equipaggi e, dopo una breve colluttazione, riuscivano a bloccare il giovane e ad arrestarlo. Nell'operazione sono state sequestrate 67 borse con marchio contraffatto delle quali 10 erano nella disponibilità della persona arrestata. Alla vigilessa, ha espresso la sua solidarietà e quella della città il sindaco Marco Filippeschi afferrmando che «Vigili e vigilesse, uomini e donne, fanno il loro servizio per garantire il rispetto delle regole, spesso in condizioni difficili per la pressione fortissima che l'abusivismo esercita in alcune aree della città, nelle vicinanze di Piazza dei Miracoli in primo luogo. Chi usa violenza non può essere in alcun modo giustificato».
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