La manifestazione
Si muore di più per il mancato stop
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Unauto distrutta contro un albero sullAurelia Il non rispetto della segnaletica prima causa degli incidenti stradali
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PISA. Più il mancato rispetto dei segnali che la velocità. Più i rettilinei che le curve. Per questi motivi avvengono gli incidenti sulle strade pisane. Sono questi alcuni dei numerosi aspetti emersi nell'ambito della presentazione locale, promossa dall'Aci-Automobile Club di Pisa, del decennio di iniziative (2011-2020) indetto dall'Onu per la sicurezza stradale. Nella nostra provincia le statistiche Istat registrano 40 morti e 2.653 feriti sulle strade nel 2009, con un andamento del -37,50% dei decessi rispetto al 2001. «Un discreto risultato rispetto all'obiettivo del dimezzamento fissato dall'Unione Europea», dice il presidente dell'Aci Pisa, Giovanni Barale. L'intento dell'Onu è quello di sensibilizzare i governi nazionali ad adottare provvedimenti più mirati. Senza tali interventi, si stima che gli incidenti stradali diventeranno la quinta causa di morte nel mondo entro il 2030 (ora sono la nona). «Per contrastare questa piaga - conferma Barale - servono strategie condivise e programmi sinergici che ridefiniscano il rapporto quotidiano tra gli individui e il loro fabbisogno di mobilità, puntando sul rispetto delle regole e sulla consapevolezza alla guida». Qualche cifra al proposito: «La carenza di risorse non può giustificare l'immobilismo, perché 1 euro speso per la sicurezza stradale ne frutta 20 in risparmio di spesa sociale. Aggiungo che con strade più sicure si potrebbe evitare 1 sinistro fatale su 3». Ma cosa dicono le statistiche sulle specificità pisane? Intanto bisogna premettere che, a fronte di una popolazione provinciale di 414mila unità, risultano oltre 353mila veicoli circolanti. Gli incidenti avvengono in ugual misura tra strade urbane o comunque in centri abitati ed extraurbane. Cambia invece l'indice di gravità o mortalità, decisamente spostato verso le seconde. I rettilinei sono i luoghi dove i sinistri succedono maggiormente: 1.622 contro i 977 degli incroci; le curve riguardano non più di 273 casi. Altri numeri smentiscono certezze che sembravano consolidate. Le cause principali sono legate al mancato rispetto dei segnali stradali: questo vale sia per il totale degli incidenti che per quelli mortali. A seguire la guida distratta e le distanze di sicurezza; solo al quarto posto la velocità (in questo caso però cresce il tasso di mortalità fino alla seconda posizione). L'identikit delle persone più coinvolte? Di età compresa tra 30 e 54 anni, e poi 18-29. Negli incidenti mortali la seconda classe d'età diventa quella da 65 anni in avanti. L'orario peggiore è quello 14-17 del martedì. I mesi, maggio e giugno. I giorni invece lunedì e giovedì; il sabato è appena quinto. Ma per i sinistri mortali spiccano la domenica e ancora il lunedì.
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