Sicurezza
L'aeroporto fa scuola e la città ora propone un turismo "low cost"
Daniele Benvenuti
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PISA. L'aeroporto Galilei, con la sua politica dei voli low cost sempre più vincente, ha fatto scuola anche in città. L'imprenditoria locale legata al turismo (dai pubblici esercizi agli alberghi) sta infatti adeguandosi a queste nuove ondate di visitatori che scelgono Pisa per la sua Torre ma anche per le tariffe aeree convenienti. Turisti quindi molto attenti al portafogli ma non sprovveduti. La conseguenza è un freno ai prezzi alti, ai classici listini "spenna turisti", e via ad una politica low cost anche per caffè e pizza pur mantenendo buoni standard qualitativi. Stesso discorso per gli alberghi che, in virtù di una sempre più forte concorrenza per l'aumento del numero dei posti letto, hanno dovuto praticare prezzi scontati anche in alta stagione.
CAFFÈ LOW COST. Chi pensa di pagare il caffè più caro di Pisa in piazza dei Miracoli si sbaglia. Nella zona del Duomo, infatti, la classica tazzina non supera l'euro; anzi, molti bar praticano prezzi anche al di sotto (ad esempio 85 centesimi). Stesso discorso nell'asse commerciale di Borgo e corso Italia dove è possibile gustare una tazzina di caffè spesso spendendo meno di un euro. «La città ha capito che l'accoglienza si fa anche con i prezzi - spiega Dario De Nigris, presidente del sindacato pubblici esercizi della Confesercenti -. In centro anche per un discorso di concorrenza, al banco si spendono cifre abbordabili spesso al di sotto dei livelli medi. E questo non può che far piacere ai turisti ma anche ai tanti pisani che girano in città».
«Bisogna sfatare la leggenda metropolitana che vuole i pubblici esercizi pisani pronti a spennare il turista - aggiunge Enrico Guardati, presidente di categoria della Confcommercio -. La professionalità in città è molto alta; gli operatori hanno compreso l'importanza del turista e quindi fanno di tutto per rendere migliore il servizio a cominciare dai prezzi (sempre esposti e chiari). È ovvio che, poi, esistono realtà in cui si paga di più ma in virtù di un servizio e di una qualità migliore. Tutti aspetti che i turisti, tutt'altro che sprovveduti, giudicano al momento di scegliere». E proprio a conferma delle parole di Guardati basta citare l'esempio del bar nei pressi della stazione che, per il servizio al tavolo, pratica prezzi sicuramente più alti della media. Una scelta precisa del titolare, attraverso regolari listini esposti, per selezionare la clientela in una zona spesso degradata in cui proprio a spese del privato sono stati fatti investimenti per migliorare la zona.
Ma tornando ai prezzi low cost in piazza dei Miracoli, si può mangiare una pizza margherita al tavolo guardando la Torre con meno di 5 euro, coperto escluso. «Il contenimento dei prezzi è frutto di due aspetti - spiega Antonio Veronese, titolare del ristorante Il Turista in piazza Arcivescovado -: il primo dovuto ad una forte concorrenza, specie in questa zona, con tante attività di ristorazione che hanno aperto (molte gestite da cittadini stranieri) e quindi con la necessità di contenere i prezzi per attirare clientela. L'altro aspetto è quello di aver compreso come il turista che viene a Pisa vuole qualità a costi contenuti. Una strada che in molti stanno percorrendo: posso garantire che in centro si può mangiare bene spendendo non più di 15 euro».
ALBERGHI IN SALDO. E tariffe contenute anche nel settore alberghiero, settore che in questi ultimi anni ha visto una crescita di strutture in città: «Abbiamo dovuto adeguare le tariffe alla concorrenza - ci dice Nicola Piegaja, consigliere di Federalberghi - e quindi adesso molte attività calibrano i prezzi a seconda delle tipologie di camere contenendoli in maniera notevole. È possibile alloggiare in un hotel a Pisa anche spendendo meno di un bed and breakfast, con i servizi però di una struttura alberghiera».
CAFFÈ LOW COST. Chi pensa di pagare il caffè più caro di Pisa in piazza dei Miracoli si sbaglia. Nella zona del Duomo, infatti, la classica tazzina non supera l'euro; anzi, molti bar praticano prezzi anche al di sotto (ad esempio 85 centesimi). Stesso discorso nell'asse commerciale di Borgo e corso Italia dove è possibile gustare una tazzina di caffè spesso spendendo meno di un euro. «La città ha capito che l'accoglienza si fa anche con i prezzi - spiega Dario De Nigris, presidente del sindacato pubblici esercizi della Confesercenti -. In centro anche per un discorso di concorrenza, al banco si spendono cifre abbordabili spesso al di sotto dei livelli medi. E questo non può che far piacere ai turisti ma anche ai tanti pisani che girano in città».
«Bisogna sfatare la leggenda metropolitana che vuole i pubblici esercizi pisani pronti a spennare il turista - aggiunge Enrico Guardati, presidente di categoria della Confcommercio -. La professionalità in città è molto alta; gli operatori hanno compreso l'importanza del turista e quindi fanno di tutto per rendere migliore il servizio a cominciare dai prezzi (sempre esposti e chiari). È ovvio che, poi, esistono realtà in cui si paga di più ma in virtù di un servizio e di una qualità migliore. Tutti aspetti che i turisti, tutt'altro che sprovveduti, giudicano al momento di scegliere». E proprio a conferma delle parole di Guardati basta citare l'esempio del bar nei pressi della stazione che, per il servizio al tavolo, pratica prezzi sicuramente più alti della media. Una scelta precisa del titolare, attraverso regolari listini esposti, per selezionare la clientela in una zona spesso degradata in cui proprio a spese del privato sono stati fatti investimenti per migliorare la zona.
Ma tornando ai prezzi low cost in piazza dei Miracoli, si può mangiare una pizza margherita al tavolo guardando la Torre con meno di 5 euro, coperto escluso. «Il contenimento dei prezzi è frutto di due aspetti - spiega Antonio Veronese, titolare del ristorante Il Turista in piazza Arcivescovado -: il primo dovuto ad una forte concorrenza, specie in questa zona, con tante attività di ristorazione che hanno aperto (molte gestite da cittadini stranieri) e quindi con la necessità di contenere i prezzi per attirare clientela. L'altro aspetto è quello di aver compreso come il turista che viene a Pisa vuole qualità a costi contenuti. Una strada che in molti stanno percorrendo: posso garantire che in centro si può mangiare bene spendendo non più di 15 euro».
ALBERGHI IN SALDO. E tariffe contenute anche nel settore alberghiero, settore che in questi ultimi anni ha visto una crescita di strutture in città: «Abbiamo dovuto adeguare le tariffe alla concorrenza - ci dice Nicola Piegaja, consigliere di Federalberghi - e quindi adesso molte attività calibrano i prezzi a seconda delle tipologie di camere contenendoli in maniera notevole. È possibile alloggiare in un hotel a Pisa anche spendendo meno di un bed and breakfast, con i servizi però di una struttura alberghiera».
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