Sicurezza
Analisi ok, si può tornare a pescare le arselle
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Un pescatore di arselle L'Asl ha eseguito altri controlli che non hanno più rilevato biotossine
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PISA. Le arselle delle acque pisane, una delle prelibatezze della cucina di mare locale, possono nuovamente essere pescate e mangiate. Ieri, infatti, l'Usl 5 ha comunicato che i risultati dei due controlli effettuati la settimana scorsa a distanza di 48 ore l'uno dall'altro (come previsto dalla normativa) hanno dato esito negativo non rilevando la presenza di biotossine nei bivalvi esaminati. Da qui la comunicazione all'amministrazione comunale e l'ordinanza del sindaco Marco Filippeschi che ha revocato la precedente, del 30 aprile scorso, e consentito nuovamente la pesca delle arselle in tutto il tratto compreso fra Boccadarno e la foce dello Scolmatore. Si è trattato, dunque, verosimilmente di un fenomeno transitorio dovuto al gioco delle correnti e alle condizioni climatiche del mare nella settimana a cavallo fra aprile e maggio. Il divieto aveva tenuto in allarme i tanti appassionati che si dedicano alle pesca col classico retino con le cinghie intorno alle spalle. La maggior parte si dedica a questo "sport" per poi gustarsi in famiglia e con gli amici una bella spaghettata, ma ci sono anche persone che le vendono. Nel periodo in cui era in vigore il divieto, le uniche arselle che si trovavano in vendita arrivavano da fuori anche se gli intenditori affermamo che non sono così gustose come quelle che si pescano dalla foce dell'Arno fino a Calambrone. Intanto, la passeggera "malattia" delle arselle conferma la bontà della qualità delle nostre acque che hanno ricevuto, proprio l'altro giorno a Roma, il riconoscimento della Bandiera blu.
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