La manifestazione
Statuto, bloccati i lavori
Gianluca Campanella
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Studenti davanti al Rettorato Gli studenti interrompono la commissione
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PISA. Ieri pomeriggio, alcuni minuti dopo l'inizio della seduta in Commissione statuto, una delegazione di studenti è entrata a Palazzo alla Giornata per ribadire che «la lotta alla Gelmini non è finita». Un blitz di cui il rettore ha preso atto, aggiornando la riunione ad altra data. I ragazzi, qualche decina, hanno distribuito ai presenti un volantino per chiedere l'annullamento del convegno sul Processo di Bologna, previsto per venerdì mattina nell'aula magna di Scienze. Quindi non contestavano nello specifico i lavori della commissione, che «comunque è un'emanazione della riforma degli atenei», spiegano. Ma criticano il fatto «grave» che dopodomani ci sia «una vetrina senza una preparazione critica». Il Processo di Bologna è un accordo che dal 1999 si propone di realizzare lo Spazio europeo dell'istruzione superiore. Ma secondo i manifestanti di ieri è anche una serie di trattati da cui è scaturita l'aziendalizzazione degli atenei e il loro definanziamento. Pertanto nel convegno di venerdì, organizzato dal ministero dell'Università, dalla Conferenza dei rettori italiani e dall'Università di Pisa, «non c'è nulla da celebrare, anzi si dovrebbero ascoltare coloro che hanno acquisito dodici anni di esperienza nella precarietà». Dopo l'azione dimostrativa di ieri in rettorato, proseguirà in pomeriggio il "percorso di preparazione": alle 15, infatti, a Palazzo Ricci è prevista un'assemblea «contro il seminario sul Bologna process» durante la quale saranno decise tutte le forme di contestazione da intraprendere venerdì al polo Marzotto, per impedire il convegno in programma.
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