Il Tirreno

Pisa

Il vicesindaco Ghezzi: al poeta sarà dedicato il lungofiume della futura porta d’ingresso della città

«Intitoliamo un lungarno a Giacomo Leopardi»

Danilo Renzullo
Il lungarno Cosimo I de’ Medici potrò essere intitolato a Leopardi
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Il lungarno Cosimo I de’ Medici potrò essere intitolato a Leopardi

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 PISA. «Questo lung'Arno è uno spettacolo così bello, così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente che innamora...».  Con queste parole, scritte alla sorella Paolina nel 1827, Giacomo Leopardi tesseva le lodi di quella che definiva una «delle vedute più belle d'Europa». E presto, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale, un tratto di quel lungarno che tanto lo affascinò, sarà intitolato al poeta di Recanati.  Il progetto prevede l'intitolazione a Leopardi del tratto di lungarno tra ponte dell'Aurelia e ponte della Cittadella, oggi lungarno Cosimo I dei Medici, che sarà, nelle intenzioni del Comune, il nuovo ingresso alla città grazie alla dismissione della caserma Bechi-Luserma e alla riqualificazione dell'area della Cittadella.  «Leopardi era tanto affascinato dai lungarni e dalla nostra città. Penso sia una giusta riconoscenza intitolargli una di quelle strade che ha ispirato i versi più famosi della poesia moderna». Si è espresso così, illustrando i progetti del Comune, il vicesindaco Paolo Ghezzi a conclusione dell'incontro di studi "Leopardi a Pisa: gli albori del Risorgimento", organizzato dal Comune di Pisa in collaborazione col Centro nazionale di studi leopardiani (Cnsp), nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia a cui hanno partecipato la professoressa Fiorenza Ceragioli, il professore Piero Floriani, il presidente dell'Associazione Amici dei Musei e dei Monumenti Mauro Del Corso e l'assessore alla cultura Silvia Panichi.  «A Pisa Leopardi visse un'esperienza unica - ricorda Floriani -. Qui trovò una città accogliente ed amica. E fu proprio Pisa, con la sua mescolanza di realtà urbana e contadina, ad ispirargli due delle sue più importanti composizioni: "A Silvia" e "Risorgimento", iniziando la stagione dei canti pisano-recanatesi e coincidendo con una rinascita letteraria del poeta».  L'incontro è stato anche l'occasione per ricordare la figura di Giuseppina Antoni, maestra d'infanzia e scrittrice di talento, scomparsa due anni fa. «In ogni ricorrenza depositava una rosa, un ramo di alloro e dei fiori di stagione - ricorda commossa Ceragioli - davanti alla casa di via della Faggiola, dove il poeta soggiornò. Aveva una profonda conoscenza di Leopardi e ogni giorno cercava di far comprendere alla città l'unione tra Pisa e il poeta».  «L'infanzia e Leopardi - spiega Del Corso - furono i due amori di Antoni. Sarebbe stato suo desiderio l'intitolazione di un lungarno a Leopardi. Mi auguro che l'idea del Comune sia attuata».

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