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Pisa

Tornato a casa a Coltano lo sposo-bambino

Gli sposi-bambini
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Gli sposi-bambini

Intanto è scaduta la concessione semestrale dell'alloggio alla famiglia rom

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 PISA. Da ieri pomeriggio è libero ed è tornato a «casa», nella villetta che la famiglia abita a Coltano, assegnata dal Comune. Il tribunale dei minori di Firenze ha concesso la riduzione della misura cautelare allo sposo-bambino, il minorenne nomade fermato ad ottobre scorso dalla polizia con altri sei parenti, genitori, nonni e zii, con l'accusa di violenza sessuale di gruppo. Sotto accusa il matrimonio rom avvenuto con una quindicenne kosovara che aveva raccontato di essere stata costretta alle nozze secondo il rito rom. Per i giudice del tribunale dei minori di Firenze, il ragazzo rom «è più una vittima che un colpevole». Vittima della famiglia e delle tradizioni. Difeso dall'avvocato Giuseppe Cutellè, il ragazzo, che ha compiuto 16 anni il 29 marzo scorso, ha lasciato ieri la Comunità la Provvidenza di Arezzo in cui era stato ricoverato. Le moticazioni della sentenza spiegano che «non esistono più esigenze cautelari e che si tratta di un episodio particolare legato alle alle usanze rom. La relazione degli assistenti ociali - si legge ancora nella sentenza - conferma che il ragazzo esprime pienamete l'ambiente di appartenenza, l'unico da lui conosciuto e dal quale è stato plasmato, e nello stesso tempo appare capace, a momenti, di uno sguardo più distaccato, quando ad esempio esprime naturalmente e senza difese le caratteristiche di forte devianza che connotano il ramo paterno della famiglia. La mancata consapevolezza di quello che è accaduto e il fatto che il ragazzo ritenga di non aver fatto nulla di male sarebbe grave in un contesto sociale diverso da quello in cui vive, ma a sua volta lo rende più una vittima che un colpevole».  Intanto si attende la sentenza del Tar sulla richiesta presentata dai legali della famiglia rom, l'avvocato Caterina Baroni, di una sospensione del provvedimento di eliminazione dall'assegnazione della Casa a Coltano nell'ambito del progetto Città Sottili. Il tar potrebbe non esprimersi in virtù del fatto che le assegnazioni sono semenstrali e che questa, risalente al periodo settembre-marzo, sarebbe già scaduta. C.V.

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