Il Tirreno

Pisa

Costringevano bimbi e disabili a mendicare, ma per i giudici non c’è prova

Processo agli aguzzini fantasma Tutti assolti in Corte d'assise

Un mendicante in centro
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Un mendicante in centro

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 PISA. Tutti assolti. Si è concluso così un processo ai fantasmi. Fantasmi gli imputati, fantasmi le parti offese. I primi latitanti, i secondi irreperibili. È la sentenza emessa ieri dalla Corte d'assise di Pisa, presidente Marco Dell'Ono, a latere Donato D'Auria, più i giudici non togati. In sostanza sono stati assolti perché il fatto non sussite, la vecchia insufficienza di prove, tre stranieri accusati dalla Dda di Firenze di aver ridotto in schiavitù bambini e handicapati, anche loro stranieri, costringendoli a chiedere l'elemosina al freddo e al solleone, sotto la pioggia e senza mangiare, per turni anche di 12 ore. L'indagine della dda riguardava mercati e piazze di Pisa, Lucca, Massa e Pistoia. Gli imputati erano tre slovacchi, Zoltan Farkas, 34 anni, Alexander Horvath, 28, e Robert Molnar, 40, uccel di bosco da quel dì, mentre le otto parti offese, le presunte vittime, sono tutte irreperibili e non hanno mai potuto essere ascoltate. Un dibattimento costato anni di farica ma per il quale non c'era purtroppo uno straccio di prova; l'assoluzione era stata chiesta anche dal pm delegato a Pisa, la dottoressa Miriam Pamela Romano. I fatti risalgono al 2004. Gli accattoni, disperati, spesso disabili incapaci di muoversi, erano divisi in tre squadre capitanate da ognuno degli imputati, che li portavano in auto nei centri storici o nei mercati delle quattro città, abbandonandoli in strada anche 12 ore, senza mangiare, mentre loro si rifocillavano al bar. Le «squadre» dormivano in tende all'aperto, mentre i presunti aguzzini vivevano in case lussuose. C.V.

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