Finanza
Le nostre scuole bocciate? Non è così
Gianni Parrini
D'accordo i presidi delle superiori: la classifica non rispecchia la realtà
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Perplessi e poco convinti. Così appaiono i dirigenti scolastici delle scuole pisane di fronte ai risultati dell'indagine qualitativa del mensile Tuttoscuola, che pone il sistema provinciale al 73º posto della classifica nazionale. In pratica i nostri istituti finiscono dietro la lavagna, non proprio ultimi della classe (100 le province considerate), ma quasi. «Non mi aspettavo questa classifica - esordisce la professoressa Maria Gloria Bracci Marinai, dirigente scolastico del liceo scientifico Dini -. Lavorando quotidianamente in questa scuola ho una percezione molto diversa e più vicina a quella di una realtà di eccellenza.
Anche oggi, ad esempio, ho premiato alcuni studenti che si sono ben piazzati nelle Olimpiadi nazionali di matematica». Discorso analogo quello di Stefano Bucciarelli, dirigente scolastico del classico Galilei, che si dice «francamente sorpreso dall'esito negativo» dell'indagine e preferisce evitare ulteriori commenti non conoscendo i parametri di valutazione. «Non sono convinto - afferma anche Giuseppe Ceraolo, dirigente dell'istituto tecnico commerciale Pacinotti -. A mio giudizio la qualità dell'insegnamento in provincia di Pisa è assolutamente alta». Insomma, i presidi delle scuole di via Benedetto Croce sono tutti d'accordo nel respingere questa classifica da retrocessione.
Le perplessità si concentrano soprattutto sui criteri presi in esame, in totale sono 96 e si suddividono in quattro grandi aree: strutture e risorse (edilizia, spese degli enti pubblici per l'istruzione), organizzazione e servizi di supporto alle scuole (mense, tempo scuola, spese per i libri), condizioni del personale scolastico (assenteismo, incidenza del personale precario, mobilità) e risultati scolastici complessivi (dispersione scolastica, numero di diplomati, livelli di apprendimento). Pisa risulta sotto la media nazionale in tre macro-aree su quattro: strutture e risorse (66º), condizioni del personale (86º) e risultati scolastici (75º).
«Per quanto riguarda le strutture - spiega la professoressa Bracci Marinai - non credo che la nostra posizione rispecchi la realtà. Nel mio passato da dirigente scolastico della provincia (fino a pochi mesi fa, ndr) ho avuto modo di visitare molte scuole e devo dire che anche nei piccoli comuni ho trovato sempre edifici molto ben tenuti». Il professor Ceraolo mette il dito sui risultati scolastici: «Le scuole di Pisa, sia per vocazione sia per l'aiuto fornito dagli enti locali, offrono agli studenti e alle loro famiglie il sostegno necessario a combattere la dispersione scolastica e gli scarsi risultati - conclude il prof -. Piuttosto, credo che sia necessario creare un sistema di valutazione e di autovalutazione dell'insegnamento standardizzato e che permetta di fare raffronti più oggettivi di quello attuale su tutte le scuole del territorio nazionale».
Anche oggi, ad esempio, ho premiato alcuni studenti che si sono ben piazzati nelle Olimpiadi nazionali di matematica». Discorso analogo quello di Stefano Bucciarelli, dirigente scolastico del classico Galilei, che si dice «francamente sorpreso dall'esito negativo» dell'indagine e preferisce evitare ulteriori commenti non conoscendo i parametri di valutazione. «Non sono convinto - afferma anche Giuseppe Ceraolo, dirigente dell'istituto tecnico commerciale Pacinotti -. A mio giudizio la qualità dell'insegnamento in provincia di Pisa è assolutamente alta». Insomma, i presidi delle scuole di via Benedetto Croce sono tutti d'accordo nel respingere questa classifica da retrocessione.
Le perplessità si concentrano soprattutto sui criteri presi in esame, in totale sono 96 e si suddividono in quattro grandi aree: strutture e risorse (edilizia, spese degli enti pubblici per l'istruzione), organizzazione e servizi di supporto alle scuole (mense, tempo scuola, spese per i libri), condizioni del personale scolastico (assenteismo, incidenza del personale precario, mobilità) e risultati scolastici complessivi (dispersione scolastica, numero di diplomati, livelli di apprendimento). Pisa risulta sotto la media nazionale in tre macro-aree su quattro: strutture e risorse (66º), condizioni del personale (86º) e risultati scolastici (75º).
«Per quanto riguarda le strutture - spiega la professoressa Bracci Marinai - non credo che la nostra posizione rispecchi la realtà. Nel mio passato da dirigente scolastico della provincia (fino a pochi mesi fa, ndr) ho avuto modo di visitare molte scuole e devo dire che anche nei piccoli comuni ho trovato sempre edifici molto ben tenuti». Il professor Ceraolo mette il dito sui risultati scolastici: «Le scuole di Pisa, sia per vocazione sia per l'aiuto fornito dagli enti locali, offrono agli studenti e alle loro famiglie il sostegno necessario a combattere la dispersione scolastica e gli scarsi risultati - conclude il prof -. Piuttosto, credo che sia necessario creare un sistema di valutazione e di autovalutazione dell'insegnamento standardizzato e che permetta di fare raffronti più oggettivi di quello attuale su tutte le scuole del territorio nazionale».
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