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Pisa

Gatti scomparsi alla Certosa L'Asl: far luce sulla vicenda

Pierluigi Ara
Gatti scomparsi alla Certosa L'Asl: far luce sulla vicenda

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Ha destato un certo scalpore la notizia della sparizione dei gatti, almeno 18, della colonia felina della Certosa. Da varie parti si avanzano ipotesi, le più disparate, ma non ci sono certezze. Sono stati avvelenati? Sembrerebbe di no per una serie di considerazioni. Anzitutto perché i mici qui non recano disturbo a nessuno, visto e considerato che il celebre monumento è distante da abitazioni private e anche da orti e giardini. I mici presi per esperimenti e test di laboratorio? Nessuno lo pensa. Qualcuno, forse, neppure troppo convinto, azzarda l'eventualità che tra le migliaia di visitatori, che vanno ad ammirare le bellezze della Certosa, possa esserci chi vuole portarsi a casa un gattino come souvenir. 

«Mica facile afferrare e prendere un gatto, capace di reagire e difendersi, mosso dall'istinto primario di conservazione», fa osservare con spirito realistico Elvira Bartoli, una delle custodi che con estrema attenzione cura la colonia felina. Anche Maria Teresa Lazzarini, ex direttore della Certosa, ha voluto rendersi conto di persona di quanto stia succedendo. Custodi e tutto il personale insieme ai cittadini in gran numero chiedono di far luce sulla vicenda che presenta non pochi lati oscuri. Tanti in effetti gli interrogativi. L'Enpa, l'ente nazionale protezione animali (con la presidente Maria Teresa Barghigiani) l'Asl 5, con il responsabile Marco Del Torto si tengono costantemente informati.

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