Il Tirreno

Pisa

Incantati da cultura e japan life style e nel 2012 ci sarà il bis

Gianluca Campanella
Uno stand alla Leopolda del Japan Expo
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Uno stand alla Leopolda del Japan Expo

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 PISA. Si chiude oggi alla stazione Leopolda l'anteprima del Japan Expo, con alcune dimostrazione di Katayama Hoki Ryu Iaido (un'arte marziale), Ikebana (decorazioni floreali), vestizione del kimono e cerimonia del tè. "Anteprima" e non prima edizione, perché negli intenti degli organizzatori questa del 2011 doveva essere una prova.  Però il successo di pubblico è stato tale che già si pensa all'anno prossimo. Grande interesse c'è stato ieri per un seminario sulle tecniche di coltivazione bonsai; ma tutti gli stand sono stati frequentati, soprattutto dai giovani. Per non parlare delle degustazioni di cucina giapponese: sempre pieno il tavolo a ferro di cavallo da quasi trenta posti, collocato intorno alla chef Megumi di Tokyo.  Addirittura venerdì sera (per definizione consacrato allo sballo del week end) lo spettacolo di danze tradizionali ha registrato 98 ingressi paganti: un contributo di 5 euro interamente devoluto al comitato di solidarietà per il Giappone. E ieri c'è stata una nuova raccolta fondi durante il concerto di musica classica e lirica con artisti giapponesi.  Forse è l'emozione ancora recente per quello che è stato soprannominato il "trittico della sventura": terremoto, tsunami e catastrofe nucleare. Di certo è solo un caso che i due convegni della kermesse siano stati dedicati proprio a quei temi. Infatti il progetto Japan Expo nasce qualche anno fa e Mirai ne voleva fare un appuntamento nazionale per promuovere la cultura nipponica. Martino Alderigi, presidente della Leopolda, racconta che «Pisa è stata scelta come sede, perché i giapponesi la vedono come città della scienza: guardano al passato e sono attratti dalla figura di Galileo, non solo dal richiamo turistico della Torre». Ebbene, da mesi si stavano preparando i convegni sull'architettura antisismica. Solo dopo gli eventi di marzo è stato aggiunto un rapporto introduttivo sul terremoto del Kanto, illustrato dall'architetta Yukako Yoshida della Japan Women's University di Tokyo e anima della manifestazione.  Torniamo agli stand: i bambini sono attratti in particolare dagli origami e dalla strana calligrafia che viene insegnata da ragazze orientali. Gli adolescenti dal gioco del Go, una sorta di dama con più di cento pezzi. E tutti girano tra artigianato, oggettistica, abbigliamento tradizionale e raccolte di manga, i caratteristici fumetti del Sol Levante.  Japan Expo ha attirato pisani e le comunità giapponesi di tutta la Toscana. Per il 2012 il tema principale potrebbe essere un altro dei vanti nipponici: la robotica.

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