Il Tirreno

Pisa

Inaugurata a Ghezzano la casa dell’Agbalt per i piccoli malati di leucemie o tumori

Già sei bambini meno fortunati assistiti all'Isola dei girasoli

Candida Virgone
La casa e il taglio del nastro con la benedizione di monsignor Benotto
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La casa e il taglio del nastro con la benedizione di monsignor Benotto

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 PISA. Un progetto annoso che finalmente è diventato realtà. Un progetto bello, toccante, che risolve concretamente i problemi di chi ha a che fare con mali terribili, con genitori che vedono ammalarsi il loro bene più caro e prezioso, i propri figli, i loro bambini.  È "L'Isola dei Girasoli", inaugurata ieri mattina in via Moruzzi, a Ghezzano, accanto all'area di San Cataldo, in un'atmosfera di festa e solidale commozione sui bisogni più veri, accanto a gente che ti insegna a scoprire il suo coraggio e come le malattie esistono anche se non ti toccano da vicino. È un edificio riservato a bambini malati di leucemie o tumori, per dare loro un sostegno concreto, ospitarli con le loro famiglie dopo un intervento o mentre devono curarsi, farli vivere in una struttura attrezzata quasi come un ospedale, ma che di fatto è una casa in cui si ricrea un ambiente familiare e accogliente. Un sogno voluto da due persone in particolare, Tiziana Del Carlo, una caposala della clinica pediatrica, che oggi è presidente di Agbalt, l'associazione che raccoglie i genitori di bambini ammalati di leucemia o tunori, e Maurizio Sbrana, il fondatore dell'Admo a Pisa, ora presidente dell'Isola. Ed è proprio ad Agbalt e alla genorosità della Fondazione Cassa di risparmio di Pisa che si deve il finanziamento che ha permesso la realizzazione di questo edificio, nel territorio di San Giuliano Terme, in un'area donata in parte dalla famiglia Berti Mantellassi.  È stato l'arcivescovo, monsignor Giovanni Paolo Benotto, a tagliare il nastro tricolore ieri mattina all'Isola. Con lui i sindaci di San Giuliano, Paolo Panattoni, e Pisa, Marco Filippeschi, l'onorevole Paolo Fontanelli, il direttore generale e il direttore sanitario dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, Carlo Rinaldo Tomassini e Fabrizio Gemmi, quello dell'Asl 5, Rocco Damone, il presidente della Fondazione Cassa di Pisa, Cosimo Bracci Torsi, il direttore dell'unità operativa di oncoematologia pediatrica, Claudio Favre, il professori Franco Mosca e Pierantonio Macchia, il vicesindaco, Paolo Ghezzi, e tante altre autorità.  L'accoglienza, data da Agbalt, sarà totalmente gratuita, come l'assistenza domiciliare fornita da Asl e Aoup, a partire da fine estate e a regime dal nuovo anno. I primi bambini, sei per il momento, con le loro famiglie, entraranno all'Isola il 16 maggio prossimo. Il perchè del nome lo ha spiegato Maurizio Sbrana. «L'isola per il navigante e il naufrago rapprenta un un porto sicuro i cui i bamnbini che vagano nel mare insidioso della malattia possono approdare con i loro cari; i girasoli sono i nostri figli, che vanno incontro al sole». Sbrana e del Carlo hanno ringraziato tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, ma in particolare, ha sottolineato la pressidente di Agbalt, «i nostri figli, che ci insegnano ogni giorno i veri valori della vita».

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di Redazione web