Finanza
Hillary Clinton vuole salire sulla Torre
Gianluca Campanella
Gossip o realtà? Intanto arriva un emissario del governo Usa
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PISA. Hillary Clinton in visita alla Torre? Forse. La voce è circolata ieri in mattinata, rilanciata da molti elementi e dall'arrivo, in forma strettamente riservata, di un inviato Usa. Tutto potrebbe avvenire in occasione del prossimo G8, che si terrà il 26 e 27 maggio a Deauville, in Francia. Ma il Segretario di Stato americano è già in questi giorni a Roma per il vertice sulla Libia.
E allora? Mettiamo in ordine i fatti certi. Ieri alle 11,30 un imponente servizio d'ordine ha protetto l'arrivo dell'ospite statunitense in piazza dei Miracoli. La risposta standard di tutti gli uomini sul campo: «Non posso rivelarle cosa sta accadendo». Ancora, i restauratori che lavorano sul sito sanno che «arriva la Clinton». In contemporanea il traffico di Roma è messo a dura prova dal corteo della Cgil e dalla scorta di Hillary. Che è ancora in Italia, anche se il Gruppo di contatto sulla Libia è finito il giorno prima.
E qui cominciano le supposizioni. Il Segretario di Stato, incarico equivalente al ministro degli esteri, avrebbe espresso la volontà di visitare il monumento noto in tutto il mondo: la Torre pendente. Dopo aver attraversato l'oceano, trecento chilometri sarebbero uno scherzo. E un suo uomo è in avanscoperta. Però non ci sono state "bonifiche" dell'area, il flusso dei turisti che salivano i gradini non è mai stato interrotto e l'inviato americano è andato via così com'è arrivato.
Impossibile strappare informazioni alle fonti ufficiali. Allora si ritorna a domandare agli operai che stanno curando il recupero del palazzo storico all'angolo di via Santa Maria. E questi continuano a sostenere che «c'è la Clinton, ma credo tra qualche giorno». Calendario alla mano, siccome Foggy Bottom (la Farnesina di Washington) non è dietro l'angolo, la prima occasione utile sarebbe il prossimo G8.
E allora? Mettiamo in ordine i fatti certi. Ieri alle 11,30 un imponente servizio d'ordine ha protetto l'arrivo dell'ospite statunitense in piazza dei Miracoli. La risposta standard di tutti gli uomini sul campo: «Non posso rivelarle cosa sta accadendo». Ancora, i restauratori che lavorano sul sito sanno che «arriva la Clinton». In contemporanea il traffico di Roma è messo a dura prova dal corteo della Cgil e dalla scorta di Hillary. Che è ancora in Italia, anche se il Gruppo di contatto sulla Libia è finito il giorno prima.
E qui cominciano le supposizioni. Il Segretario di Stato, incarico equivalente al ministro degli esteri, avrebbe espresso la volontà di visitare il monumento noto in tutto il mondo: la Torre pendente. Dopo aver attraversato l'oceano, trecento chilometri sarebbero uno scherzo. E un suo uomo è in avanscoperta. Però non ci sono state "bonifiche" dell'area, il flusso dei turisti che salivano i gradini non è mai stato interrotto e l'inviato americano è andato via così com'è arrivato.
Impossibile strappare informazioni alle fonti ufficiali. Allora si ritorna a domandare agli operai che stanno curando il recupero del palazzo storico all'angolo di via Santa Maria. E questi continuano a sostenere che «c'è la Clinton, ma credo tra qualche giorno». Calendario alla mano, siccome Foggy Bottom (la Farnesina di Washington) non è dietro l'angolo, la prima occasione utile sarebbe il prossimo G8.
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