Attenzione
Un pezzo di Pisa vola sullo Shuttle
Gianni Parrini
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Un test al Cern di Ginevra e, a sinistra, Ams-02 a bordo dello Shuttle Costruiti a San Piero alcuni impianti elettronici della navetta spaziale
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SAN PIERO A GRADO. Il cacciatore dell'universo invisibile sta per andare in orbita. L'8 maggio, dalla base Nasa di Cape Canaveral, sarà lanciato nello spazio lo shuttle Endeavour, con a bordo un apparecchio grande quanto un autobus, pesante circa 7 tonnellate e dal costo di 1 miliardo e mezzo di euro. Si tratta di Ams-02 lo "spettrometro magnetico" che per i prossimi dieci anni scruterà l'universo in cerca delle misteriose particelle che potrebbero rispondere alla triade di interrogativi relativi all'esistenza della materia oscura, della materia strana e dell'antimateria. Occorre, infatti, ricordare che solo il 5% dell'universo è costituito da elementi che conosciamo (nuclei, protoni, elettroni, ecc), mentre il restante 95% è del tutto ignoto. Ams potrà darci delle risposte e se alla fine del suo mandato avrà ottenuto i risultati sperati, parte del merito ricadrà sulle spalle della Sitael Aerospace. La società di San Piero a Grado, infatti, ha progettato e realizzato quasi l'80% dei componenti elettronici utilizzati per alimentare gli strumenti di questo gigantesco occhio cosmico, che raccogliere misure precise sulla carica, la velocità, l'energia e la direzione di moto di ogni singola particella catturata nello spazio. A guidare i tecnici di Sitael in questa importante collaborazione è stato l'ingegner Francesco Petroni, 48 anni, livornese con un passato da studente di ingegneria elettronica nell'ateneo pisano. «Non è la prima volta che siamo inseriti in missioni di questo livello - spiega - Negli ultimi anni l'azienda ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nel campo della progettazione e realizzazione di impianti di alimentazione a bassa e alta tensione e nella microelettronica per uso spaziale. In pratica, ci occupiamo dei dispositivi che danno energia alle strumentazioni di bordo di una navicella o di un satellite. È un campo che presenta notevoli difficoltà: nello spazio, infatti, non si può intervenire e se si verifica un guasto si rischia di buttare all'aria qualche milioni di dollari». Incrociando le dita, possiamo dire che finora le cose sono andate bene e la Sitael è divenuta un'eccellenza nel panorama internazionale del campo aerospaziale. «La scorsa settimana delegazioni cinesi, giapponesi e olandesi sono venute a visitare la nostra azienda - spiega ancora Petroni - E per il futuro ci sono già progetti in pentola: saremo coinvolti in due esperimenti che si terranno a bordo della stazione orbitante e poi in azioni di monitoraggio della Terra effettuate da alcuni satelliti». Per l'azienda di San Piero a Grado è un momento d'oro, come conferma il presidente Vito Pertosa: «Stiamo perseguendo obiettivi ambiziosi e il lavoro svolto con Ams-02 rappresenta un banco di prova importante. L'obiettivo è quello di sviluppare interi sistemi per applicazioni satellitari, rafforzando il ruolo di Sitael come punto di riferimento certo e affidabile nel mondo dell'industria aerospaziale». A sostegno di queste affermazioni e della solidità del progetto ci sono gli investimenti che in breve tempo trasformeranno la società in una realtà che dà lavoro a 150 persone, con sedi a San Piero a Grado e a Mola di Bari.
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