Il Tirreno

Pisa

È allarme per la colonia felina che da tempo si trova presso il celebre monumento

Sparite decine di gatti, mistero alla Certosa

Pierluigi Ara
Sparite decine di gatti, mistero alla Certosa

Una custode: non sappiamo se vengono portati via o avvelenati, è ora di fare qualcosa

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Spariscono i gatti uno dietro l'altro, addirittura due e tre alla volta. Portati via o avvelenati? È un mistero. Succede alla Certosa. La colonia felina, composta da una quarantina di mici, regolarmente costituita con tutti i crismi di legge, risulta fortemente ridimensionata. «Quasi dimezzata» tiene a precisare Elvira Bartoli, la quale con la collega Ginetta Stefanini cura le bestiole con somma cura. La Bartoli lavora presso il celebre complesso monumentale da 27 anni.

«Opero qui dal 1984 - tiene a sottolineare -, c'ero già al tempo in cui sovrintendeva alla visite guidate Aquilio». Aquilo è un personaggio mitico anche per la sua azione illuminata esplicata in tempo di guerra a favore dei rifugiati e nella salvaguardia delle opere d'arte. L'ultimo gatto che non fa più parte della colonia felina è Findus, un bell'esemplare, manto rossiccio, che aveva scelto di vivere qui rinunciando alla sua vecchia padrona. Sulla sparizione dei mici stanno indagando i vigili della polizia municipale. Una dettagliata denunciaè stata presentata al comando dei vigili urbani, guidato dal capitano Renato Sarno, che si è attivato al fine di far luce sul caso per certi aspetti piuttosto complesso.

Fuffi, Cecchino, Rosina e compagni che male potevano, o possono fare visto e considerato che non recano disturbo a nessuno perché non ci sono vicini né orti o giardini e neppure abitazioni. «È davvero inspiegabile quanto sta avvenendo», commentano tutti coloro che abitualmente si recano alla Certosa: In fondo la colonia felina rappresenta anche un elemento di ornamento, un valore aggiunto». I turisti, prima e dopo avere ammirato affreschi, sculture e cimeli artistici, si sono abituati a vedere i gatti; li coccolano ricambiati nelle affettuose attenzioni. Lasciano perfino offerte. Tenere e mantenere i mici, dall'altra parte, comporta anche un costo non indifferente.

Nessuna sovvenzione e nessun aiuto da parte di istituzioni o associazioni. Tutto si basa sul volontariato dei dipendenti della Certosa. «Per sottoporre a intervento chirurgico uno dei gatti - confida la Bartoli - ultimamente ci siamo messi le mani in tasca per pagare circa 300 euro». Rimane fitto il mistero della sparizione. Non siamo in Cina dove i fedeli amici dell'uomo costituiscono un piatto ricercato; neppure da queste parti rientra nei menù il gatto che in alcune località costituisce una pietanza da buongustaio. E allora? Mistero. Oltre la denuncia ufficiale sono stati informati l'Enpa, l'ente nazionale protezione animali, nella persona della presidente Maria Teresa Barghigiani e il dottor Marco Del Torto, responsabile Usl 5 di Pisa.

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