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Pisa

Indennità e spese allegre, ancora casi aperti

Indennità e spese allegre, ancora casi aperti

Corte dei Conti al lavoro per verificare il presunto danno all'erario

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 PISA. Ci sono altre due questioni aperte con la Corte dei Conti di Firenze e che riguardano l'amministrazione comunale. Resta ancora in ballo il caso, che risale al 2005, dell'indennità dei consiglieri comunali approvata al posto del gettone di presenza. Una storia che riguarda la precedente legislatura e su cui la Corte, in parte, si è epsressa lo scorso ottobre assolvendo tutti quei consiglieri che, all'ultima votazione, si astennero o votarono contro: quindi, di fatto, la minoranza. Per chi approvò quel provvedimento (soprattutto la maggioranza), la Corte dei Conti ha chiesto un supplemento di indagine.  Il caso sui presunti compensi illegittimi dai consiglieri comunali scoppiò nel giugno 2005 poiché secondo il Tuel (Testo unico enti locali) l'indennità complessiva non poteva superare il gettone di presenza. Questa decisione del consiglio comunale, venne contestata dall'allora consigliere Giacomino Granchi, l'ex sindaco scomparso di recente.  Si astennero (e, quindi, sono usciti di scena) Giuliano Bani, Giovanni Garzella, Roberta Luperini; votarono contro Riccardo Buscemi, Giacomino Granchi, Mariano Tramontana, Silvia Silvestri, Gino Logli, Diego Petrucci, Paolo Mancini. Mentre erano assenti Mario Biasci, Francesco Capecchi, Alessandro Gorreri, Vincenzo Mastantuono, Michele Mezzanotte. Tutti questi (fra ex e ancora attuali consiglieri) sono usciti di scena.  Tra i favorevoli per cui la Corte ha richiesto un supplemento d'indagine troviamo la maggioranza di allora oltre a Maurizio Bini e Stefano Teotino, i due consiglieri di Rifondazione comunista di allora, e Alberto Bozzi che militava nel Pdci. Tutti e tre votarono contro la delibera, ma quando si trattò di votare l'immediata esecuzione (che comunque sarebbe andata in vigore con i soli voti della maggioranza) votarono a favore. I tre consiglieri hanno sempre sostenuto che la votazione dell'immediata esecuzione era un atto di routine e che la vera votazione (sì o no alla delibera) che indicava il loro proposito era quella precedente.  Un altro caso di cui si sta occupando la Corte dei Conti (più complesso perché venne affiancato da un'inchiesta della Procura della Repubblica) riguarda le spese "allegre" in Comune in seguito alla missiva anonima che puntava il dito sulla gestione delle menifestazioni storiche e sportive.  Tutto inizia nel maggio del 2009, con l'arrivo delle lettere del "corvo" in prossimità del Giugno Pisano e la relativa comunicazione del Comune di Pisa direttamente alla Procura. Diverse le presunte inadempienze dell'ufficio allora diretto da Daniele Berti. Al centro le spese di gestione delle manifestazioni su cui la Corte dei Conti vuole vederci chiaro per verificare un eventuale danno all'erario.

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