Il dolore
LA VERTENZA
Primo Maggio nel cantiere navale occupato
Danilo Renzullo
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PISA. Saranno in azienda anche il Primo Maggio, insieme alle famiglie. Nessun passo indietro, quindi, per i lavoratori dei Cantieri Navali di Pisa, giunti al quarto giorno di occupazione dell'azienda per protestare contro lo stallo che li vede da oltre un anno in cassa integrazione straordinaria e per ottenere certezze sulla ripresa della produzione. Ma la situazione di stasi, che dipende dalla complessa vicenda che ha portato all'acquisizione dei Cantieri di Pisa da parte del gruppo Overmarine di Viareggio, permane. «Nonostante ci siano tutte le condizioni per la ripresa della produzione - accusa Pablo Cartone, segretario della Fillea Cgil - c'è un tira e molla tra le parti che non fa altro che penalizzare i lavoratori. Perciò, fin quando non avremo risposte certe e la sicurezza della ripresa della produzione, il presidio resterà». Intanto i sindacati cercano di accelerare i tempi dell'accordo. «Come sindacato - afferma Gianfranco Francese, segretario della Cgil - abbiamo inviato agli enti locali la richiesta per l'apertura di un tavolo istituzionale con le parti interessate». Ieri una delegazione del Pd, composta dai deputati Paolo Fontanelli e Maria Grazia Gatti, dalla presidente del consiglio provinciale Consuelo Arrighi e dal segretario provinciale Francesco Nocchi ha incontrato i lavoratori.
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