Il dolore
Show solidale nella caserma della Folgore
Angela Feo
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Bambini impegnati in alcune attività ludiche sul piazzale della caserma 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Sono arrivati intorno alle 9 e hanno varcato il cancello della caserma dei paracadutisti a bordo di scuolabus del Comune e dei pullman della Croce Rossa, del Capar e della 46ª Brigata Aerea. Circa 1.500 alunni (queste le stime del Comune) delle scuole materne, elementari, medie, della città si sono riversati nel piazzale El Alamein, nella palestra, nelle aule didattiche, nell'area di addestramento. Nel giorno della commemorazione del maggiore del Capar Nicola Ciardelli, morto il 27 aprile di 5 anni fa a Nassiriya, gli spazi e le strutture della caserma Gamerra, in via di Gello, sono diventati, per il secondo anno consecutivo, il luogo della solidarietà, come suggerisce il nome dell'iniziativa voluta dall'Associazione Nicola Ciardelli Onlus e condivisa dal Comune, col patrocinio di Provincia, Regione e facoltà di Ingegneria. 74 classi di bambini e ragazzi, a turno, hanno partecipato - divertendosi - ai laboratori scientifici sull'uso civile della tecnologia nelle situazione di emergenza legate a calamità naturale. Mentre altri scivolavano giù dal palo allestito nel piazzale dai vigili del fuoco, usavano l'idrante, si arrampicavano su una parete di roccia di plastica o facevano attività di "orienteering" girando con cartine in mano alla ricerca di una lanterna nascosta. Sugli stand, in questo enorme spazio, si leggono le sigle di tante istituzioni culturali e associazioni: università, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Scuola Superiore Sant'Anna, Itis da Vinci, Ipsia Fascetti, Ludoteca scientifica, Protezione civile e 118, vigili del fuoco, Pubblica Assistenza, Misericordia, Gruppo chirurgia d'urgenza e soccorso alpino, Slow Food, Crimedim, per passare dalle associazioni Arcadia, Csi, Csen e Ludoteca Leopolda Junior. Mentre un operatore della protezione civile spiega ad una classe che cosa sia un'unità mobile di valutazione territoriale, nel piazzale risuonano le parole del comandante, il colonnello Gianluigi De Matteis, che parla dopo l'alzabandiera e la messa: «La solidarietà può essere svolta non solo dai pacifisti, ma viene fatta anche qui dentro: due anni fa a Capodanno eravamo sul Serchio per l'alluvione, 10 anni fa eravamo in Lunigiana, nel 1966 a Firenze». Parla anche il sindaco: «Questa è una giornata di festa, di solidarietà, nella consapevolezza di come le forze armate possano aprirsi positivamente ai valori della Costituzione. Garantire la pace e portare servizio di solidarietà concreta è parte integrante della missione delle forze armate, che la città intera può condividere. Due giorni fa abbiamo festeggiato il 25 Aprile. Non vedo contraddizione tra il servizio che le forze armate della Folgore hanno reso nella lotta di Liberazione dell'Alta Italia ed El Alamein. La contraddizione - conclude Filippeschi - è nella storia, nel giudizio politico che viene dato a certi eventi. Non in chi serve il Paese».
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