Il Tirreno

Pisa

«Qui c'è gente che lavora per aiutare chi è in difficoltà»

Per i ragazzi ed i bambini la visita in caserma è stata un'esperienza nuova

2 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Tutti col naso all'insù. Il primo paracadutista atterra sul bersaglio, un palloncino giallo, e lo fa scoppiare. I bambini nel piazzale applaudono entusiasti. E di nuovo volgono lo sguardo al cielo. I militari che si lanciano portano un messaggio: un drappo con la scritta "Nicola", la fumata tricolore, la bandiera della Folgore. La banda suona. Un elicottero sorvola il piazzale a bassa quota tra grida di stupore. E poi via, si riparte con le attività.  "Venire qui è una nuova esperienza - dice un gruppo di ragazzi di una seconda media della Fibonacci -. Speriamo di salire sulla mongolfiera. Che cosa sappiamo della caserma? Qui ci sono persone che lavorano per aiutare i paesi in difficoltà".  Ai laboratori scientifici i ragazzi più grandi osservano le simulazioni di robotica progettate dagli alunni dell'istituto Fascetti o seguono anche le lezioni sul funzionamento dei sensori radar. "Questi percorsi servono come stimolo per un approfondimento che poi sarà fatto in aula": spiega un insegnante. I più piccoli intanto partecipano a giochi sulla corretta alimentazione, salgono sulle ambulanze o osservano le attività dimostrative dell'unità cinefila.  Siamo in caserma ma non si vedono armi, né se ne parla. Nello spaccio sono allestiti i lavori di alcune scuole. La materna Calandrini ha portato un grande ramo d'ulivo al quale sono appesi disegni e frasi dei bambini. "La guerra fa male e poi uno piange e non basta chiedere scusa, prima si fa pace": è il pensiero di Luca, 5 anni. A.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa