Sicurezza
Un'eredità pesante per il dopo Meli
Giovanni Parlato
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A destra una corsa a San Rossore e sotto Stefano Meli L'Alfea guarda avanti, il successore dovrà coniugare redditività e presenze
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PISA. La scomparsa di Stefano Meli lascia un grande vuoto sia per la persona che per il manager. Un'eredità pesante per chi dovrà raccogliere il testimone in un momento delicato. Meli era il direttore dell'Alfea e il presidente del consiglio d'amministrazione. Stava definitivamente lanciando la società pisana oltre i suoi confini con un'importante acqusizione del pacchetto azionario dell'ippodromo di Merano. Ed era anche presidente di Federippodromi, facendo da ago della bilancia fra due potenti realtà come gli ippodromi di Roma e Milano. Nei prossimi giorni si riunirà il consiglio d'amministrazione dell'Alfea e il quadro sarà più chiaro. Il consiglio dovrà fare una scelta per fare fronte ad un'esigenza immediata in attesa, probabilmente, di un assetto definitivo. È vero che Meli lascia un grande vuoto, ma anche una società dalla struttura solida e ben organizzata: ed è da qui che la società che gestisce il prestigioso ippodromo di San Rossore dovrà ripartire. Tuttavia, non dimenticando le carte che Stefano Meli aveva già giocato. Una partita che va terminata. Il manager empolese era riuscito a coniugare la redditività con le presenze in un periodo di crisi del mondo dell'ippica. Prima le sale Bingo, poi il superenalotto e ultimamente il poker on line hanno eroso la quota di scommettitori (non scordiamo che una parte delle scommesse ritorna poi alle società che gestiscono gli ippodromi). Nonostante il vento contrario, Meli era riuscito a fare salire il trend positivo delle presenze guardando alle corse dei cavalli come uno spettacolo aperto alla società civile e, in particolare, alle famiglie. Un'intuizione che nel "borsino" nazionale degli ippodromi ha fatto quotare San Rossore ai primi posti al punto che la federazione nazionale ha voluto dare a Stefano Meli la carica di presidente cercando di portare equilibrio nella dualità fra San Siro e le Capannelle. Al ruolo nazionale, Meli sommava il suo ruolo "pisano" grazie al quale Alfea guardava oltre i suoi confini. L'ippodromo di Merano è un pezzo di storia dell'ippica italiana e Alfea era entrata nella gestione. Proprio nei primi giorni di aprile si era insediato un nuovo consiglio d'amministrazione. Alfea, insieme ad altri soci, aveva formato la Merano Maia Investment Circle, una società a responsabilità limitata che aveva comprato dal Comune di Merano il 45% del pacchetto azionario della Merano Maia spa, la società che gestisce l'ippodromo. Meli si era seduto alla poltrona di vice-presidente e avrebbe portato il suo modo di gestire, di fare delle corse dei cavalli un evento popolare, avrebbe trasmesso la sua esperienza per rilanciare uno storico ippodromo. All'Alfea ancora oggi è tanto lo sgomento per "la perdita di un signore" che racchiudeva in sé doti umane e manageriali, ma c'è anche la convinzione che questo signore di 55 anni ha lasciato una società dalle solide fondamenta pronta a ripartire.
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