Il dolore
Palazzo Mastiani occupato
Tijuana resiste: «noi restiamo qui»
Carlo Venturini
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PISA. Senza alcun effetto l'ultimatum dato dall'Università agli studenti del movimento Tijuana che da diverse settimane occupano Palazzo Mastiani, un edificio storico che doveva essere lasciato libero martedì della scorsa settimana. «L'occupazione di Palazzo Mastiani e il suo eventuale sgombero devono essere affrontati in senato accademico dove ognuno si prenderà la responsabilità delle proprie decisioni». È quanto hanno richiesto gli studenti del movimento Tijuana a conclusione di un'assemblea popolare avvenuta ieri pomeriggio, un'assemblea a cui hanno partecipato esponenti di Sinistra per, Sel, Cobas, Rifondazione Comunista e Rebeldia. L'ateneo si era fatto forza di un'ordinanza del Comune dove si intimava all'Università di mettere in sicurezza l'edificio rendendolo inaccessibile alle persone. «Fino ad ora - dicono gli attivisti di Tijuana - abbiamo assistito ad una politica del rettore giocata sullo scarica barile». «Lo sgombero che si prospetta - continuano da Tijuana - apparentemente non ha mandanti, se non appunto la burocrazia ma la sicurezza dello stabile è una scusa per non parlare di contenuti che metterebbero in imbarazzo i fautori dello sgombero». Gli studenti, infine, avanzano la proposta du un incontro congiunto con università e Comune.
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