Il dolore
Omicidio colposo
Agente processato per il suicidio di un detenuto
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PISA. Processo ieri mattina ad un agente di custodia del carcere Don Bosco per la morte di un detenuto che si era ucciso in cella tre anni fa. Secondo l'accusa, che lo ha portato in tribunale, l'agente non sarebbe intervenuto in tempo. Sul banco degli imputati Mario Montuori, 42 anni, difeso dall'avvocato Antonio Cariello: deve rispondere di omicidio colposo. La vicenda, che risale al 4 giugno del 2007, è stata rievocata ieri mattina davanti al giudice mnocratico Marco Dell'Omo: la pubblica accusa era rappresentata dal pm Giovanni Maddaleni. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti e oggetto del procedimento, l'agente sarebbe stato avvertito da alcuni detenuti, dei giovani cinesi, che si trovavano in una cella di fronte a quella in cui un recluso, Mohamen Talbi, 28 anni, avrebbe manifestato propositi suicidi. Nonostante le grida dei due stranieri nessuno sarebbe intervenuto: il giovane tunisino, che era atteso in parlatorio per un colloquio con il suo avvocato, mise insieme delle lenzuola e si impiccò nella sua cella. Quando arrivarono i soccorsi era ormai troppo tardi. Il giorno dopo un gruppo di familiari e connazionali manifestò davanti al carcere in segno di protesta. Sul suicidio fu aperta dalla procura un'inchiesta che poi ha portato al rivio a giudizio dell'agente di custodia in turno nel reparto.
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