Il dolore
Turista cade giù dalle spallette
Candida Virgone
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Il punto in cui sono morti il ragazzo spagnolo e quello slovaccoSfiorata la tragedia sabato notte: precipita mentre fotografa gli amici
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PISA. C'è da chiedersi se funzionino le targhe anticaduta affisse sulle spallette e sui lampioni di lungarno Mediceo e Pacinotti e i cartelli che dovrebbero essere presenti nei locali vicini ai punti più a rischio, quelli intorno a piazza Garibaldi. Perché ancora una volta si è sfiorata la tragedia ed ancora una volta con un turista straniero, che ha sottovalutato evidentemente la pericolosità di fare manovre incaute e pericolose sui parapetti dell'Arno. Un quarantenne canadese, infatti, sabato notte, mentre scattava una foto a degli amici all'altezza dell'Hotel Victoria, è salito sulla spalletta, fidandosi della sua lerghezza, ed è precipitato di sotto, sul camminamento interno in cemento che costeggia la riva dell'Arno. Fortunatamente è caduto sulle gambe e non ha riportato lesioni alla testa. La prognosi parla di un mese, per fratture agli arti inferiori, ma le tragedie che hanno preceduto eventi come questo hanno fatto temere, inizialmente, il peggio. L'allarme ovviamente è scattato subito, perché gli amici in posa hanno visto subito sparire l'uomo sotto il parapetto, inghiottito dal vuoto: dando le spalle al fiume, il turista ha arretrato tanto fino a precipitare da un'altezza, in quel punto, di diversi metri. Soccorso, il turista è stato portato al deu, a Cisanello, ma fortunatamente fin dall'inizio appariva cosciente, e, parte le brutte fratture, non aveva riportato altre ferite fatali. Mentre all'inizio sulle condizioni del canadese i medici si erano espressi con più cautela, la mattina di Pasqua la prognosi è stata sciolta. Sono intervenuti i carabinieri, che hanno ricostruito la dinamica dell'incidente. L'ennesimo, su cui la procura ha aperto un'inchiesta formale, diretta dal pm Antonio Di Bugno. Nel 2009, a distanza di pochi mesi, due ragazzi stranieri, tutti e due di 27 anni, frastornati dall'alcol, erano morti precipitando, vittime della movida; l'anno scorso, sempre due stranieri, erano rimasti gravemente feriti. Fin dalla prima tragedia il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica decise che bisognava studiare una soluzione per evitare nuovi incidenti. Un problema comune a tutte le città con fiumi e secolare a Pisa, visto che apparirebbe già in un decreto «regio», in un altro di polizia urbana fra 800 e 900, e in altri due che risalgono uno agli Anni Trenta e l'altro al Sessanta, affrontato infine nell'ordinanza anticaduta dell'anno scorso (forse vanificata dalla corte costituzionale), che proibisce, non di sedersi, ma di camminare e sdraiarsi sulle spallette, o scendere, passeggiare e sostare sui camminamenti sospesi sottostanti. Dopo polemiche su reti e ringhiere, si decise per targhe e cartelli, ma evidentemente non bastano.
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