Sicurezza
Addio a un'altra vetrina storica
Gianluca Campanella
Abiti al posto della "Galleria del disco" che va in San Francesco
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Mentre proseguono i lavori in corso Italia, se ne va un altro storico negozio, la "Galleria del disco", per lasciar posto a un'altro punto vendita di una catena di abbigliamento. La "Galleria" chiude dopo quarant'anni per trasferirsi in via San Francesco.
Le voci giravano da tempo, ora i soci dell'esercizio commerciale confermano il trasloco, ma spiegano che il motivo è il vantaggio logistico del nuovo fondo: 350 metri quadri (il doppio dell'attuale sede) e un'accessibilità migliore per i fornitori.
Ad ogni modo, la recessione, in particolare nel settore dell'industria discografica, non si può negare: negli ultimi anni i negozi di dischi in città sono passati da sei a uno solo, la Galleria appunto, che per il fatturato associa una serie di attività collaterali: biglietti per i concerti, libri e gadget.
Le canzoni, quelle che un tempo erano il cosiddetto "core business", oggi si scaricano soprattutto dalla rete. Ma non sono solo i download, più o meno legali e spesso gratuiti, ad aver messo in crisi i negozi di dischi: la "mazzata" definitiva è arrivata dai centri commerciali e persino dai supermercati; ormai accanto a ogni banco della frutta, nelle varie catene locali troviamo sempre anche gli scaffali con cd e dvd.
Il catalogo è limitato e non ci sono commessi per consigliare o riconoscere proprio quel brano che uno ha in testa e non sa come si chiama. Ma i prezzi sono imbattibili: tra i 15 e i 17 euro, spesso sotto costo, perché i dischi incidono per l'1% sul fatturato di un supermercato, ma sono ottimi prodotti "civetta", cioè di richiamo.
Su internet da quattro anni si organizza la Giornata mondiale dei negozi di dischi: l'ultima proprio lo scorso 16 aprile, ma a Pisa non se n'è accorto nessuno. Solo qualche post sui blog. Allora chi di rete è ferito, di rete prova a far perire: su Facebook e altri social network stanno nascendo rivendite o punti scambio per collezionisti.
Spesso dentro appartamenti e, coincidenza, quasi tutti in San Martino. Torniamo a parlare di corso Italia: la Galleria aveva aderito al progetto del Comune per uniformare arredi urbani e insegne, proprio come un grande centro commerciale. Ma ora lascia a un nuovo punto vendita di abbigliamento; e, a sua volta, andrà in via san Francesco, angolo Borgo stretto, dove fino a poco tempo fa c'era un negozio di calzature.
Si prevede la nuova apertura all'inizio di luglio e per qualche giorno il vecchio e il nuovo esercizio saranno entrambi in funzione, per far abituare la clientela al cambio di indirizzo. In realtà è già partita una campagna di informazione nel fondo storico, dove una svendita annuncia l'inizio del trasloco. La società che prenderà in mano la Galleria da luglio ha una composizione diversa dalla attuale: il nome resta invariato, ma nel capitale saranno coinvolti anche i commessi.
Le voci giravano da tempo, ora i soci dell'esercizio commerciale confermano il trasloco, ma spiegano che il motivo è il vantaggio logistico del nuovo fondo: 350 metri quadri (il doppio dell'attuale sede) e un'accessibilità migliore per i fornitori.
Ad ogni modo, la recessione, in particolare nel settore dell'industria discografica, non si può negare: negli ultimi anni i negozi di dischi in città sono passati da sei a uno solo, la Galleria appunto, che per il fatturato associa una serie di attività collaterali: biglietti per i concerti, libri e gadget.
Le canzoni, quelle che un tempo erano il cosiddetto "core business", oggi si scaricano soprattutto dalla rete. Ma non sono solo i download, più o meno legali e spesso gratuiti, ad aver messo in crisi i negozi di dischi: la "mazzata" definitiva è arrivata dai centri commerciali e persino dai supermercati; ormai accanto a ogni banco della frutta, nelle varie catene locali troviamo sempre anche gli scaffali con cd e dvd.
Il catalogo è limitato e non ci sono commessi per consigliare o riconoscere proprio quel brano che uno ha in testa e non sa come si chiama. Ma i prezzi sono imbattibili: tra i 15 e i 17 euro, spesso sotto costo, perché i dischi incidono per l'1% sul fatturato di un supermercato, ma sono ottimi prodotti "civetta", cioè di richiamo.
Su internet da quattro anni si organizza la Giornata mondiale dei negozi di dischi: l'ultima proprio lo scorso 16 aprile, ma a Pisa non se n'è accorto nessuno. Solo qualche post sui blog. Allora chi di rete è ferito, di rete prova a far perire: su Facebook e altri social network stanno nascendo rivendite o punti scambio per collezionisti.
Spesso dentro appartamenti e, coincidenza, quasi tutti in San Martino. Torniamo a parlare di corso Italia: la Galleria aveva aderito al progetto del Comune per uniformare arredi urbani e insegne, proprio come un grande centro commerciale. Ma ora lascia a un nuovo punto vendita di abbigliamento; e, a sua volta, andrà in via san Francesco, angolo Borgo stretto, dove fino a poco tempo fa c'era un negozio di calzature.
Si prevede la nuova apertura all'inizio di luglio e per qualche giorno il vecchio e il nuovo esercizio saranno entrambi in funzione, per far abituare la clientela al cambio di indirizzo. In realtà è già partita una campagna di informazione nel fondo storico, dove una svendita annuncia l'inizio del trasloco. La società che prenderà in mano la Galleria da luglio ha una composizione diversa dalla attuale: il nome resta invariato, ma nel capitale saranno coinvolti anche i commessi.
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