Attenzione
Grave giovane ferito a bottigliate
La lite sarebbe nata per motivi legati alla droga
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PISA. Ferito a bottigliate, in centro, durante una lite, probabilmente per motivi di spaccio, un ragazzo tunisino di 27 anni è finito all'ospedale in gravi condizioni. È stato colpito da quattro persone, probabilmente suoi connazionali, nella notte fra giovedì e venerdì, in piazza Cairoli, ex piazza della Berlina, poco prima delle tre. Il ragazzo è stato ferito con dei vetri, probabilmente resti di una bottiglia, all'addome e alla testa. È stato poi lasciato a terra in un lago di sangue. A chiamare il 118 e i carabinieri alcuni passanti, che hanno assistito impotenti all'ennesimo episodio di violenza nelle notti della movida pisana. Il ragazzo è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale e sottoposto subito ad un delicato intervento. Inizialmente sulle sue condizioni i medici si sono riservati la prognosi, poi però lo straniero è stato giudicato fuori pericolo. È stato ricoverato nel reparto di chirurgia d'urgenza e sottoposto a diversi accertamenti medici. Ha riportato una vistose ferita in particolare alla fossa iliaca, vicino a parti vitali: insomma si è sfiorata per l'ennesima volta una tragedia. Il giovane risponde ai soliti connotati: clandestino, senza fissa dimora, pregiudicato, sempre per reati legati agli stupefacenti, è un numero nell'esercito dei disperati che sopravvivono al soldo della criminalità, al di fuori di qualsiasi canale legale, una volta infranto il sogno di emigrare per girare pagina e traovare una vita diversa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno svolgendo indagini sul ferimento: gli aggressori però, secondo i testimoni tutti e quattro stranieri, si erano dileguati lasciando il giovane a terra esanime. Sul ferimento e sulla brutale aggressione la procura ha aperto un'inchiesta che è diretta dal viceprocuratore, il consigliere Antonio Di Bugno. Le indagini sono rivolte al mercato dello spaccio e al traffico di stupefacenti, che restano fra le ferite aperte della città. Un mercato che nel tempo ha visto il passaggio del testimone fra diverse etnie, in particolare, negli ultimi dieci anni, da clan albanesi a potenti famiglie tunisine.
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