Attenzione
Addio al signore dell'ippica
Antonio Scuglia
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Stefano Meli con Nina Senicar alla inaugurazione della nuova pista dellippodromo di Pisa Stroncato da un malore Meli, presidente di Alfea
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PISA. Un lutto per lo sport pisano e l'ippica italiana: ieri è morto improvvisamente Stefano Meli, vittima di un malore mentre era alla guida della sua auto. Presidente di Federippodromi e dell'Alfea, la società che gestisce l'ippodromo di San Rossore, Meli è stato un dirigente ippico attivo e di grande valore, capace di fronteggiare, con idee innovative e coraggiose, la grave crisi del settore. Originario di Vaiano (Prato), Meli aveva 55 anni. Proprio ieri sera sarebbe dovuto partire per le vacanze, una settimana alle Seychelles, insieme alla moglie Maela ed ai figli, Lorenzo e Francesco. La disgrazia è avvenuta ieri intorno alle 11: Meli, al volante di una Mercedes classe C, si trovava in via Valdorme a Pozzale, frazione di Empoli, quando si è sentito male e dopo essersi accostato al ciglio della strada è uscito fuori dalla carreggiata a bassa velocità, vicino ad un distributore. I primi a cercare di aiutarlo sono stati gli automobilisti che lo seguivano e che hanno dato l'allarme; sul posto sono arrivati un'ambulanza della Pubblica Assistenza con medico a bordo, che in un primo momento era riuscito a rianimare il dirigente dopo l'arresto cardiaco, e un mezzo dei vigili del fuoco (Meli era nell'auto con le portiere chiuse). Poco dopo sono giunti anche la moglie e uno dei due figli, che lo hanno visto partire in ambulanza verso l'ospedale San Giuseppe di Empoli, dove però è spirato alle 12.50. Meli abitava proprio a Empoli, in via delle Ville di Cerbaiola, insieme alla famiglia. Già sofferente di cuore, era stato sottoposto in passato a due interventi chirurgici, ma si era ripreso ed era molto attivo. La nuova pista del Prato degli Escoli, la formazione professionale, la partecipazione all'ippodromo di Merano (di cui era vice presidente), la presidenza di Federippodromi e della Filiera Ippica Toscana, il progetto Ippica Impresa sono soltanto alcune delle iniziative che lo hanno visto in prima linea. Era appena stato eletto socio della Fondazione CariPisa. «La sua scomparsa - hanno detto i responabili della società Alfea - crea un vuoto che non sarà semplice colmare». Oggi Meli sarà ricordato prima dell'inizio delle gare ippiche a Pisa e anche negli altri impianti italiani. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di Corniola in località Terrafino (Empoli). La notizia della scomparsa di Meli ha subito fatto il giro d'Italia. A Pisa in particolare il dirigente sportivo era conosciutissimo e la sua morte ha destato molta commozione. Un messaggio di consoglianze è arrivato dal ministro delle politiche agricole Saverio Romano. A Pisa profonda commozione nella Confesercenti, che ormai da anni collabora con l'Alfea organizzando una giornata di corse dedicata al commercio. «Siamo davvero colpiti», ha detto il presidente provinciale Roberto Balestri. Cordoglio anche da parte del presidente della Provincia, Andrea Pieroni: «Un lutto che ci colpisce in modo particolare». E del sindaco Marco Filippeschi: quella di Meli è stata «un'esperienza preziosa, un esempio». «Una vera disgrazia - dice l'allenatore Alfredo Valiani Renzetti -: perdiamo un amico ed una persona in cui il mondo dell'ippica riponeva tutte le sue speranze». A Meli si deve fra l'altro la brillante operazione con l'ippodromo di Merano. Lo stesso ippodromo di Merano ha emesso ieri un comunicato di cordoglio per la sua scomparsa. Meli era considerato l'uomo della svolta per l'ippica italiana: Pisa è stata, negli ultimi anni, una delle poche città in controtendenza, costituendo anzi un esempio di eccellenza a livello organizzativo (recentissima la realizzazione del raddoppio della pista di San Rossore) e di pubblico. E il presidente dell'Alfea non ha mai lesinato critiche dure, ma costruttive, al sistema dell'ippica. Sotto accusa l'anno scorso la decisione dell'Unire di congelare il calendario senza riduzione delle corse per una riqualificazione dell'attività: «Mette in difficoltà le scuderie che, anche con un secondo o terzo posto, non rientrano nelle spese e non vengono quindi incentivate a muoversi».
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