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Pisa

Pronto soccorso, mille accessi in più

Pronto soccorso, mille accessi in più

Tanti pazienti gravi arrivano a Cisanello dalle province vicine

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PISA. Oltre mille pazienti in più nei primi tre mesi del 2011. Gli ultimi dati ufficiali confermano i flussi in aumento al nuovo pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello. Per la precisione, gli accessi (20.700) sono stati superiori di 1.092 utenti rispetto al primo trimestre dello scorso anno, per un incremento del 5,6%. Di fronte a tali numeri la riforma dei pronto soccorso ipotizzata dal ministro della salute Fazio diventa un argomento solido. Il ministro punta alla riduzione dei tempi di attesa nelle sale d'emergenza degli ospedali (media nazionale di 241 minuti), eliminando le "colpe" derivanti dalla presenza dei casi meno gravi, che confluiscono al pronto soccorso intasandolo.  Fazio propone, in sostanza, una sorta di grande separazione tra i codici bianchi e verdi (soggetti non in condizioni di urgenza) e quelli gialli e rossi (soggetti in condizioni di emergenza): per i primi due codici, quelli delle situazioni meno urgenti, sarebbe previsto un intervento a livello territoriale, attraverso servizi di assistenza h24 e un presidio di guardia medica potenziato; mentre i codici giallo e rosso continuerebbero ad essere gestiti dalle unità di pronto soccorso.  «Vogliamo aggiungere ai tre macrolivelli della sanità (prevenzione, assistenza territoriale e assistenza ospedaliera) un quarto livello, l'emergenza-urgenza, con una cabina di regia gestita anche da medici di famiglia», ha spiegato Fazio. Il ministro spera così di portare sul territorio almeno l'80% dei codici meno urgenti, per consentire una gestione più agevole negli ospedali.  Anche le problematiche di Cisanello si possono inquadrare in questo contesto. Con tanti accessi in più, dall'inaugurazione del nuovo pronto soccorso le espressioni positive si sono giocoforza accompagnate costantemente alle discussioni e alle polemiche sul personale da aumentare, sui tempi di attesa da contenere, sulle ipotesi di riorganizzazione, sulle trattative sindacali.  Anzitutto è bene comprendere i motivi alla base dell'incremento di utenza, notando subito che scende il numero dei codici verdi, ma aumenta in maniera sensibile quello di rossi (+10) e gialli (+85). Quasi cento casi, in tre mesi, di quelli che più comportano un carico assistenziale e un orario di intervento diretto tra le quattro e le sei ore. Con evidenti e inevitabili conseguenze su tutto il lavoro complessivo del pronto soccorso e quindi sui tempi di attesa dei soggetti con codici non di urgenza.  L'azienda ospedaliera stessa ha fornito i dati dei tempi di attesa inferiori all'ora e mezzo suddivisi per codici. Nei primi tre mesi di quest'anno, denotando uno sforzo di tutta la struttura, sono aumentati i casi dei codici verdi risolti nell'arco di 90 minuti. Però, altro lato della stessa medaglia, sono diminuiti quelli dei codici gialli.  L'incremento dell'utenza, dentro un trend storico ormai consolidato di un +5% all'anno nell'ultimo decennio, è da attribuire ad una maggiore presenza di malati cronici (diabetici, bronchitici, cardiopatici) per effetto dell'allungamento della vita media; e, dopo il trasferimento a Cisanello, ad un incremento di codici rossi e gialli provenienti da aree vicine (Livorno, Lucca, Pontedera, Viareggio).  «E' proprio sul segmento dei malati cronici che il territorio può intervenire alleggerendo il ricorso al nostro servizio», dice il primario del pronto soccorso Massimo Santini, anche in riferimento alle linee indicate dalla riforma ministeriale. Sulla distinzione netta dei codici occorre però maggior cautela.  «Non tutti i codici verdi sono uguali, ce ne sono di particolarmente bisognosi di attenzioni; e ricordo anche di aver chiesto il ricovero per qualche codice bianco», sottolinea il dottor Santini. Che aggiunge: «I problemi sono molteplici e con varie sfaccettature. Di sicuro, se molti cittadini anche di altre zone vengono a Pisa è perchè esiste un certo grado di fiducia nei confronti di un personale medico e di dotazioni strumentali in grado di dare risposte». E gli aumentati carichi di lavoro? «Attraverso un'integrazione con il territorio e un'educazione del cittadino possiamo continuare a svolgere il nostro ruolo».  In effetti, le linee guida dell'ipotesi di riforma di Fazio non sono una novità totale per Pisa. E poi, per la prima volta, già il piano della Regione 2011-2015 sarà insieme sanitario e sociale, non limitandosi quindi ai settori canonici; e tra gli obiettivi è indicato espressamente il miglioramento dell'accesso e dell'efficacia dei servizi territoriali.  «Quello dell'ottimizzazione dei servizi è un discorso avviato da tempo insieme sia all'ordine dei medici che al gruppo dell'Asl 5, attraverso la verifica di una migliore distribuzione sul territorio, a cominciare dal livello diagnostico», conferma il direttore del Dea (dipartimento emergenza-accettazione) Eugenio Orsitto. «Le persone vanno dove trovano risposte di qualità. L'accoglienza è importante ed occorre lavorare perché tutti possano ottenere lo stesso servizio», è la sintesi di Fabrizio Gemmi, il nuovo direttore sanitario dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana. F.L. ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 e 3

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