Sicurezza
INCONTRO
Spiagge all'asta nel 2015 i timori dei balneari
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Ombrelloni su una spiaggia a Marina 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. «Quasi 500 famiglie direttamente o indirettamente vivono con gli stabilimenti balneari. Un migliaio di persone, quindi, che non hanno più la certezza del lavoro visto che dal 2015 le concessioni demaniali potrebbero essere messe all'asta». Un nuovo grido di allarme dei concessionari degli stabilimenti pisani in occasione di un incontro pubblico organizzato martedì sera dalla Confesercenti al quale hanno partecipato il sindaco Marco Filippeschi, l'assessore comunale Andrea Serfogli, quello provinciale Graziano Turini ed il consigliere regionale Ivan Ferrucci. C'erano anche rappresentanti del Sib (Confcommercio di Pisa) e balneari della Verrsilia. La questione è sempre quella dell'applicazione della direttiva Bolkestein che, in virtù del principio di libera concorrenza, impone all'Italia la liberalizzazione delle concessioni demaniali degli stabilimenti balneari. Il governo ha ottenuto una proroga fino al 2015, ma l'Unione europea ha aperto una procedura di infrazione che potrebbe vanificare anche la stessa proroga. «Viviamo un periodo di incertezza totale sul nostro futuro - ha spiegato il presidente dei balneari Fiba Confesercenti Sergio Sighieri - con ripercussioni su tutto il litorale compreso l'indotto. Nessuno ha più investito nella riqualificazione dei propri stabilimenti». Sighieri ha chiesto agli amministratori un intervento nei confronti del governo perché a sua volta dia risposte all'Unione europea. «Non capiamo perché per gli stabilimenti balneari non ci possa essere una deroga alla direttiva - conclude il presidente Fiba -. Deroga che è stata concessa ad esempio alle farmacie o, in Toscana, alla grande distribuzione».
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