Sicurezza
Gli immigrati sono partiti Pisa chiude la Piaggerta
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La Piaggerta è vuota da ieri sera. La struttura residenziale dentro il parco di San Rossore, a Pisa, dove sono stati ospitati 40 migranti provenienti da Lampedusa ha "concluso" la sua missione e gli ultimi sei ospiti rimasti, dopo il rilascio ai tunisini dei permessi di soggiorno temporanei, sono stati trasferiti nell'altro centro di accoglienza pisano allestito a San Piero a Grado. Lo rende noto il Comune di Pisa.
La maggior parte degli immigrati, appena ottenuti i documenti dalla questura, ha lasciato il centro per raggiungere la Francia o l'Italia settentrionale per unirsi a parenti e amici. Gli ultimi sei, invece, ieri sera hanno raggiunto gli altri dieci immigrati ancora presenti nel centro di "Torretta" a San Piero a Grado.
«Il centro di San Rossore - spiega il Comune - era stato completamente ristrutturato nel 2008 e destinato ad attività di turismo sociale e laboratori di educazione ambientale per disabili. La Pubblica Assistenza, che lo ha gestito in queste settimane insieme a Misericordia e Croce Rossa, ha riconsegnato l'immobile nelle stesse condizioni in cui era stato affidato: nessun danno alle strutture, anzi alla fine l'emergenza si è rivelata anche un'utile occasione per collaudare la struttura, che non era ancora stata utilizzata, e verificare il corretto funzionamento di tutti gli impianti».
La maggior parte degli immigrati, appena ottenuti i documenti dalla questura, ha lasciato il centro per raggiungere la Francia o l'Italia settentrionale per unirsi a parenti e amici. Gli ultimi sei, invece, ieri sera hanno raggiunto gli altri dieci immigrati ancora presenti nel centro di "Torretta" a San Piero a Grado.
«Il centro di San Rossore - spiega il Comune - era stato completamente ristrutturato nel 2008 e destinato ad attività di turismo sociale e laboratori di educazione ambientale per disabili. La Pubblica Assistenza, che lo ha gestito in queste settimane insieme a Misericordia e Croce Rossa, ha riconsegnato l'immobile nelle stesse condizioni in cui era stato affidato: nessun danno alle strutture, anzi alla fine l'emergenza si è rivelata anche un'utile occasione per collaudare la struttura, che non era ancora stata utilizzata, e verificare il corretto funzionamento di tutti gli impianti».
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