Finanza
Da Marina a Calambrone sono in trecento, ma le occasioni scarseggiano
È dura entrare nell'esercito dei bagnini
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Bagnini al lavoro per garantire la sicurezza in mare 1 MINUTI DI LETTURA
PISA. Secondo dati della Capitaneria di Porto di Marina, i bagnini che lavorano sulla nostra spiaggia sono almeno 300. Ma trovare un posto di life-guard non è così semplice come può apparire. «I tempi sono cambiati - dice Fiorenzo Meucci, presidente dalla Società di salvamento pisana -. Prima, erano i proprietari degli stabilimenti che chiamavano per sapere se avevo qualche bagnino da inviare, invece adesso sono gli stessi bagnini a chiamare e chiedere se c'è qualche offerta che arriva dagli stabilimenti. Ci sono persone, momentaneamente senza lavoro, che hanno un buon curriculum tra cui anche il brevetto di salvataggio. Così, in mancanza d'altro, cercano di sfruttare la stagione». Non è così facile trovare posto di bagnino un po' perché ci sono concessionari che si affidano, di stagione in stagione, alle solite persone per un rapporto ormai consolidato e, soprattutto, perché gran parte dei bagni è a gestione familiare: gli stessi concessionari e figli hanno il brevetto di bagnino risparmiando, più o meno, 1.500 euro di paga mensile. Infine, una curiosità. Le persone che chiedono di frequentare un corso per bagnino «sono - dice Meucci - anche ingegneri, direttori di banca, gente che vuole arricchire il proprio bagaglio di esperienze. In Italia, soltanto uno su duceneto conosce le tecniche di rianimazione».
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