Il Tirreno

Pisa

Accrediti al teatro Verdi, baruffa in Comune

Gianluca Campanella
L’interno del teatro Verdi
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L’interno del teatro Verdi

Il sospetto è che alcuni consiglieri si siano spacciati per altri

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 PISA. Premesso che se fosse vero non ci sarebbe da vergognarsi, anzi. Resta il fatto che alcuni consiglieri comunali risultano abituali frequentatori del teatro Verdi, ma giurano di non esserci mai andati. Scatta allora l'interpellanza alla giunta.  Ieri, infatti, l'assessore alla cultura Silvia Panichi ha risposto in consiglio comunale al quesito di Giovanni Garzella (Pdl) e Paolo Cognetti (Fli): «Chi ha usufruito da maggio 2008 degli accrediti per gli spettacoli?». Col Verdi c'è una convenzione: alle rappresentazioni sei biglietti (10 euro ciascuno) sono riservati al consiglio; due per parte a ufficio di presidenza, maggioranza e opposizione.  Due mesi fa la seconda commissione di controllo ha chiesto dal teatro l'elenco dei partecipanti. E ha notato che figuravano alcuni all'oscuro dei loro passatempi serali: per esempio, a nome di Giuseppe Ventura (lista civica) e Valter Ceccarelli (Pd) risultavano due presenze a testa da inizio legislatura.  In sala delle Baleari l'assessore ha spiegato i criteri d'assegnazione e riportato l'elenco degli accrediti che risulta al Comune. E si è scoperto che anche altri, tra cui Massimo Balzi (Fli) addirittura tre volte, erano stati al Verdi ma sono sicuri del contrario.  A quel punto Alessandro Gorreri (lista civica) ha chiesto approfondimenti: «Le due liste non combaciano. Il dubbio è che gli accrediti siano prenotati per qualcuno e sfruttati da altri».  Nell'attesa che si faccia chiarezza la presidente del consiglio, Titina Maccioni, prende un impegno: «Da oggi manderò per email l'avviso a tutti i consiglieri». Mentre finora aveva «seguito gli esempi delle precedenti presidenze e dato mandato solo ai capigruppo di comunicare i nominativi attraverso le segreterie dei partiti».  Però non sempre c'è la fila per andare a teatro: da settembre 2008 il prezzo è salito (prima era 5 euro) e quei posti a volte rimangono vuoti.

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