Sicurezza
A Pisa la ripresina non crea lavoro
Daniela Salvestroni
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Un momento del convegno alla facoltà di EconomiaEsperti riuniti alla facoltà d'Economia: crescita ancora debole
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PISA. L'economia pisana torna a crescere dopo la crisi grazie all'export, ma la ripresa è troppo lenta per creare occupazione. E' emerso all'incontro "L'economia pisana nel contesto regionale e nazionale". Erano presenti il preside di Economia Dianora Poletti, il direttore Ires Toscana Fabio Giovagnoli, il coordinatore scientifico Ires Toscana Franco Bortolotti, il direttore Irpet Stefano Casini Benvenuti, il prof. Piero Manfredi e la ricercatrice Alessandra Coli del dipartimento di statistica e il segretario generale Cgil Pisa Gianfranco Francese. Dai dati di Ires Toscana, a Pisa nell'ultimo trimestre del 2010 l'export è aumentato del 12% rispetto all'anno precedente, ma la crescita è inferiore alla media dell'area vasta costiera (+18%) e della Toscana (+16%). Rispetto al 2008, la provincia di Pisa è ancora in ritardo, appesantita dal comparto dei mezzi di trasporto (moto e navi) e dal suo indotto che hanno fatto registrare una diminuzione del 12,6%. Sono invece in ripresa i settori del tessile, abbigliamento, calzature e conciario: +3,5%. In Toscana il 2010 è stato un anno negativo per l'occupazione (-1%) e le città dell'area costiera, Pisa inclusa, ne hanno risentito maggiormente: dal totale del 2009 di 62,6% si è passati al 60,2% con un -3%. La variazione 2009-2010 dell'occupazione nell'industria è pari al -10% in Toscana e al -19% nell'area costiera. Sono in diminuzione gli avviamenti, ovvero i contratti di varie forme, a partire da quelli a tempo indeterminato (-31%). In calo anche i contratti a tempo determinato (-26%) mentre sono aumentati quelli a progetto/co.co.co. (+64%), il lavoro domestico (+125%) e quello a domicilio (+58%). «Nella provincia di Pisa - dichiara Bortolotti - l'andamento è stato negativo con una diminuzione dei contratti a tempo indeterminato del 60%. Nel primo trimestre del 2011 la cassa integrazione diminuisce del 13% a Pisa e del 22% nell'area vasta costiera, mentre aumenta del 7% in Toscana. A Pisa il ricorso alla cassa integrazione cresce nel settore metalmeccanico, edile, commerciale e cartario, ma diminuisce nel conciario-calzaturiero, nel mobiliero e nel vetro-ceramica». Con la crisi il pil della Toscana è diminuito del 5% e Pisa ha subito le conseguenze più pesanti. «La ripresa è modesta e incerta - spiega Casini Benvenuti - Sarà trainata dall'export con riflessi soprattutto sull'industria manifatturiera. Pisa dovrebbe tornare a crescere di più rispetto alle altre città toscane. E' una provincia con un tasso di occupazione elevato e un saldo positivo dell'esportazione. L'economia pisana è in grado di crescere come prima, soprattutto se riesce a recuperare la competitività. Il rilancio futuro è trainato dalla domanda internazionale e si stima un aumento del 1,5%/2%, ma per la crescita sono necessarie politiche economiche anche a favore dell'occupazione». I dati preoccupano la Cgil. «Siamo ben lontani dall'andamento pre-crisi - afferma Francese - soprattutto non corrisponde un aumento dell'occupazione in termini quantitativi e qualitativi con stabilità del rapporto di lavoro».
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