Trasporti
Operaio morto, sciopero e presidio
Candida Virgone
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Il cantiere di Calambrone in cui è avvenuta la tragedia Cgil e Uil in assemblea con gli edili davanti al cantiere di Calambrone
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PISA. Sequestro preventivo per il cantiere di Calambrone in cui giovedì pomeriggio ha perso la vita un operaio di 58 anni, Antimo Ciccarelli, originario di Avellino, da una vita residente a Cascina con la famiglia. La procura - è in corso un'inchiesta diretta dal pm Sisto Restuccia - ha trasformato il sequestro probatorio, chiesto dall'Asl dopo la tragedia, in atto preventivo. Sequestro che potrebbe andare avanti ancora per qualche giorno, finché gli investigatori non riterranno i luoghi sicuri. Sull'infortunio mortale Cgil e Uil (con le rispettive Fillea e Feneal) hanno organizzato per domani uno sciopero dei lavoratori dell'edilizia, per due ore, a fine turno, e un presidio con assemblea davanti al cantiere di Calambrone in cui si stava ristrutturando l'ultima colonia, la ex Vittorio Emanuele: l'appuntamento è alle 15.30. «Intanto trenta padri di famiglia sono a casa da giovedì e ancora non sappiamo quando potranno tornare a lavorare». Lo sottolinea Maria Loconte, figlia dell'impresario di Santa Maria a Monte, la cui ditta sta portando avanti la ristruttiurazione per conto della Edilcentro di Pisa. «Al dolore per la perdita di una persona amica - aggiunge - si somma il dispiacere di dover stare in una posizione difensiva. Ci sianmo sentiti accusati da tutte le parti, ma siamo un'azienda che lavora sul territorio da anni e che ha ristrutturato quasi tutto il litorale. Mio padre, però, nonostante tutto, è rimasto un operaio come gli altri: siamo un'impresa a conduzione familiare che ha rapporti diretti con i suoi dipendenti. Hanno detto che c'erano già state delle prescrizioni, ma sfido qualsiasi cantiere a non avere prescrizione, anche perché basta un po' di ruggine su un ponteggio a far scattare provvedimenti». Di fatto, come hanno già sottolineato le relazioni degli operatori dell'Asl 5, la ditta era già stata sanzionata proprio per motivi di sicurezza a novembre scorso, al punto che era scattato un provvedimento del sindaco che ha bloccato per un certo periodo il cantiere con una cosidetta «sospensione del diritto a costruire». L'inchiesta dell'Azienda sanitaria è diretta dal responsabile dell'unità funzionale di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro e caposettore per la provincia, Domenico Taddeo. Intanto una risposta importante, sia sulla dinamica che sulle reponsabilità della tragedia e su eventuali mutazioni, anche solo colpose, dello scenario, potrà venire dall'autopsia, in programma per i prossimi giorni (l'incarico potrebbe essere assegnato anche domani). Per gli inquirenti quattro le possibili versioni dell'incidente, secondo la ricostruzione dei colleghi: la più probabile una caduta su un ferro o sullo stesso trapano che Antimo usava e che avrebbe reciso l'arteria femorale, facendolo morire dissanguato in pochi minuti, mentre tentava di rasserenare tutti. «Tranquilli, Cecchi (ndr.: il suo soprannome) è forte»: avrebbe detto prima di perde i sensi e poi spirare.
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