Il Tirreno

Pisa

L'intera colonia sotto sequestro

Giovanni Parlato
L'intera colonia sotto sequestro

Operaio morto: scatta il provvedimento dell'Asl, previsti altri sopralluoghi

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 PISA. L'Asl 5 ha sequestrato il cantiere di lavoro dell'ex colonia Vittorio Emanuele II dove giovedì pomeriggio è deceduto l'operaio Antimo Ciccarelli. Gli atti sono stati inoltrati ieri mattina alla Procura che avrà due giorni di tempo per convalidare il sequestro.  L'Asl pisana non si è limitata a circoscrivere l'area dove è avvenuta la tragedia, ma mettendo sotto sequestro il cantiere ha voluto preservare tutta l'area per ulteriori ricostruzioni di quanto accaduto. Infatti, ancora non è chiaro come Antimo Ciccarelli, 58 anni, dipendente della ditta Loconte di Santa Maria a Monte, sia deceduto. L'operaio si trovava al sesto e ultimo piano dell'impalcatura e va accertato quale compito stesse svolgendo e quali attrezzi in quel momento stesse utilizzando. Appare inconciliabile l'uso di un trapano col crollo d'una parete (se realmente è andata così). Con lui c'erano altri due giovani operai che lo hanno soccorso nei primi momenti e sono rimasti sotto shoc.  La ditta di Santa Maria a Monte nel novembre dell'anno scorso aveva subito una verifica da parte della sezione prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl. Gli ispettori avevano verificato una serie di prescrizioni che non erano state rispettate. Un elemento che era stato sottolineato dai sindacati nella stessa giornata della tragedia puntando il dito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e, specificatamente, nei cantieri edili.  Sotto shoc anche il personale della ditta. «Abbiamo perso uno dei nostri dipendenti e ci siamo dovuti solo preoccupare di fornire documenti e rispondere alle domande», dice Maria Loconte, figlia del titolare che si occupa dell'amministrazione della ditta che aggiunge: «Siamo stati dipinti come un'azienda per quella che invece non è. Mio padre è imprenditore da trent'anni, abbiamo lavorato alla ristrutturazione delle colonie Principe di Piemonte, Regina Elena, Solidago e altre. Quasi tutte le strutture del Calambrone sono state ristrutturate da noi dal 2000 in poi. Non siamo una piccola ditta o una ditta che non sa quello che fa». Infine, Maria Loconte commenta le prescrizioni di cui è stata oggetto la ditta: «Sfido chiunque a trovare un'impresa edile che ha subito l'ispezione dell'Asl e non abbia avuto una prescrizione. Vorrei soltanto ricordare che in trent'anni di attività non abbiamo mai avuto un infortunio ed ora accade questa tragedia dove il dolore per la perdita di un nostro operaio viene sopraffatto da domande continue e richieste di documenti».  Sarà fondamentale (sta indagando la polizia coordinata dal pubblico ministero Sisto Restuccia) ricostruire cosa è accaduto in alto su quel ponte e importante sarà la testimonianza dei due operai che erano i più vicini alla vittima.  Ai primi della prossima settimana si svolgerà l'autopsia sul corpo di Antimo Ciccarelli. L'unica cosa certa è che qualcosa gli ha reciso l'arteria femorale dissanguandolo. Come sia avvenuto è da accertare.  

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