Sicurezza
Nessun margine di trattativa sulla fine nel 2014 allo smaltimento da Prato e Firenze nel territorio della nostra provincia
Aeroporti e rifiuti, stop di Pisa a Firenze
Ieri l'audizione in Regione: Comune e Provincia chiedono il rispetto degli impegni
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PISA. Aeroporto e rifiuti. Non si tratta sullo stop nel 2014 allo smaltimento nel territorio pisano; e sulle prospettive degli scali toscani, si fa notare che quello di Firenze manca ancora di un piano di sviluppo, al contrario del Galilei. Pisa ha fatto sentire la propria voce davanti alle esigenze fiorentine. Audizione ieri in Regione del presidente della Provincia Andrea Pieroni e del sindaco Marco Filippeschi, di fronte alle commissioni e ai sindaci della piana, sui principali temi del Pit (piano di indirizzo territoriale). «Occorre mantenere - ha ribadito Pieroni - gli impegni assunti per la realizzazione del termovalorizzatore della piana fiorentina, condizione indispensabile per sgravare il territorio pisano dall'onere della gestione, di cui si sta facendo carico da anni, dei rifiuti che il sistema pratese-fiorentino non riesce a trattare. Il confronto in atto sul potenziamento dell'aeroporto di Firenze non deve allungare i tempi su quest'altro versante: il 2014 sarà una scadenza oltre la quale non possiamo andare». Il 30 marzo scorso, ha ricordato Filippeschi, «ho inviato al presidente Enrico Rossi una lettera, d'intesa con il consiglio d'amministrazione dell'Ato, in cui si chiedono garanzie sulla realizzazione degli impianti». Invece, sulla questione aeroportuale, Pieroni ha sottolineato che «un'idea di sviluppo del sistema è da chiarire meglio con un masterplan e con la definizione di un piano di sviluppo del Vespucci che ancora manca». Dal canto proprio, Filippeschi ha fatto mettere agli atti delle commissioni regionali la mozione approvata «a larghissima maggioranza dal consiglio comunale di Pisa che fissa nei particolari le garanzie per i piani di sviluppo del Galilei, ad oggi gli unici possibili per la nostra regione e che valgono investimenti per 160 milioni di euro entro il 2015, e le condizioni per una pianificazione integrata». Il sindaco ha inoltre proposto, parallelamente all'approvazione del Pit, che «il consiglio regionale approvi un altro documento che possa recepire i piani di sviluppo aeroportuali, spiegando che Sat ha approvato il suo terzo piano di sviluppo, validato dall'Enac, e che quello di Adf è ancora atteso». Sarebbe «un atto inequivoco - ha concluso - di caratterizzazione e limitazione delle funzioni e delle dimensioni degli scali».
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