Il Tirreno

Pisa

Via al restauro del polittico di Martini

Il polittico di Simone Martini in fase di reestauro
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Il polittico di Simone Martini in fase di reestauro

Installazione interattiva permette di seguire i lavori

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 PISA. Un restauro intelligente, appena iniziato, quello del polittico di Simone Martini. Si tratta dell'opera più complessa e completa giunta fino a noi del grande pittore senese.  Il dipinto, eseguito per l'altar maggiore della chiesa di Santa Caterina, databile intorno al 1320, integro nelle cuspidi e nella predella, sebbene in parte privo della ricca cornice originale, conta ben 43 personaggi a mezzobusto ritratti su fondo oro.  Il polittico aveva grossi problemi di conservazione, come l'erosione e la conseguente fragilità del supporto ligneo per l'azione di insetti xilofagi. L'intervento, sotto la direzione di Dario Matteoni con la consulenza scientifica di Mariagiulia Burresi, coordinamento di Pierluigi Neri, con la consulenza scientifica di Eleonora Rossi, si avvale del lavoro del laboratorio di robotica percettiva della Scuola Sant'Anna, in collaborazione con l'associazione culturale Mnemosine.  Il laboratorio ha realizzato presso il museo di San Matteo una installazione multimediale che permette ad un visitatore di esplorare interattivamente la riproduzione digitale del polittico.  Tale riproduzione viene visualizzata ad alta definizione su un grande schermo e viene fruita interattivamente attraverso un dispositivo di touch screen che consente di navigare l'opera e le informazioni ad essa associate, contestualizzate sul modello digitale.  L'installazione è concepita per ospitare contenuti in continua evoluzione, che verranno prodotti in concomitanza con le diverse fasi del restauro, al fine di garantire continuamente una finestra virtuale sull'opera durante il periodo in cui essa non sarà presente nelle sale del museo.  Oltre ai lavori di restauro veri e propri, l'intervento cerca di ripristinare una lettura complessiva dell'opera, che le restituisca omogeneità evitando le marcate differenzse e rapportando i vari elementi ad una visione unitaria.  Si cercherà in particolare di chiarire alcuni dubbi relativi alla tecnica utilizzata, alla conformazione del supporto e, in particolare, al discusso problema della disposizione delle tavole.  Mentre sulla sequenza delle tavolette della predella ormai gli studiosi sono concordi, ancora perplessità sono espresse per la collocazione delle tavole con le Sante, Maddalena e Caterina.

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