Il dolore
Giornata della solidarietà con 1.500 alunni
Angela Feo
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La precedente edizione della Giornata di solidarietà Presentata l'iniziativa dedicata a Ciardelli per educare alla pace e alla speranza
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PISA. Circa mille e cinquecento alunni di 74 classi delle scuole materne, elementari e medie: il 20% della popolazione scolastica di questa fascia d'età. Sono i bambini e i ragazzi che hanno confermato l'adesione alla Giornata della Solidarietà, che si terrà per il secondo anno consecutivo, il 27 aprile, nel centro di addestramento di paracadutismo. L'iniziativa, sostenuta dal Comune e patrocinata da Provincia, Regione e facoltà di Ingegneria, ha lo scopo di ricordare il maggiore Nicola Ciardelli morto nell'attentato di Nassiriya. Ieri la presentazione a palazzo Gambacorti. «Una giornata - ha detto Federica Ciardelli, presidente della Nicola Ciardelli Onlus - portatrice di pace e speranza, che vuole unire realtà diverse sul terreno comune della solidarietà». Il programma si articola in due momenti. Uno rivolto alla cittadinanza, che comincerà alle 9 con l'alzabandiera, la messa e il lancio dei paracadutisti, per proseguire alle 11 con una tavola rotonda dal titolo "Attualità degli articoli 11 e 52 della Costituzione", coordinata dal professor Maurizio Vernassa. In parallelo si svilupperà il programma per le scuole che, ha spiegato l'assessore all'istruzione del Comune, Marilù Chiofalo, «seguirà il filo comune dell'educazione alla pace, alla solidarietà e alla cittadinanza attiva». Previsti anche laboratori scientifici sull'uso civile della tecnologia in situazioni legate a calamità naturali. «Tutti e sei gli istituti comprensivi pisani hanno confermato l'adesione per la valenza educativa del progetto», ha continuato Federica Ciardelli. Hanno aderito solo le classi dove almeno i 2/3 dei genitori hanno dato l'autorizzazione. A chi ha scelto di non partecipare sono stati garantiti percorsi didattici alternativi. «La giornata è un atto dovuto di memoria nei confronti di chi si è sacrificato per servire il nostro Paese - ha affermato il sindaco Marco Filippeschi, riferendosi alle polemiche nate intorno all'iniziativa -. Nelle contestazioni si è visto un atteggiamento di inimicizia preconcetta verso le forze armate». «Sono state usate parole pesanti mirate ad impedire l'iniziativa e questo non lo trovo democratico - ha aggiunto il colonnello De Matteis, comandante del Capar - la caserma è stata dipinta come un luogo bieco da cui i bambini escono come contagiati da una malattia incurabile. Vorrei entrare nelle case di chi ci ha offeso e vedere se i loro figli non hanno fucili giocattolo o se non guardano mai cartoni animati violenti in tv. Se così fosse esprimerei il mio dissenso. Non farei nulla di più».
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