Sicurezza
«Siamo abbandonati a noi stessi»
Pierluigi Ara
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La farmacia di via PietrasantinaLo sfogo del farmacista più volte vittima di banditi armati
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MADONNA DELL'ACQUA. C'è preoccupazione e paura nel Lungomonte Pisano, ma soprattutto a Madonna dell'Acqua, dove i cittadini commentano con ansia la rapina ad una farmacia, quella di via Pietrasantina, la seconda nel giro di otto mesi. Fra l'altro venerdì era stata rapinata la farmacia Dinucci, a San Giuliano, e ieri pomeriggio la Adami, a Navacchio. Tre colpi nel giro di cinque giorni.
Il dottor Massimo Novelli, titolare con il dottor Fabio Lenzi della farmacia di Madonna dell'Acqua, è preoccupato. «Ci avevano già rapinato - spiega a fine agosto scorso. L'altra mattina tutto si è svolto in maniera rapida e sbrigativa. Non so se fossero alle prime armi o professionisti. A settembre avevo ho scritto al sindaco chiedendo maggiore controllo del territorio, ma nessuno mi ha risposto. Speriamo che adesso qualcosa si muova, ma ci sentiamom abbandonati». «Fortunatamente - dice la dottoressa Romina Ricci - ho scampato tutte e due le rapine, ma le le colleghe mi hanno raccontato che ci sono stati momenti di concitazione». A Madonna dell'Acqua intanto c'è paura. «Altri tempi quando si lasciava la chiave dentro la serratura o si usciva socchiudendo la porta»: dice una signora che chiede di restare anonima. «Anni fa - si schernisce - ero stata promotrice di una petizione popolare che ha raccolto oltre un centinaio di firme, consegnate ai vigili urbani per sollecitare una più assidua sorveglianza: ho paura di eventuali ritorsioni». È proprio in via Pietrasantina, la vecchia e la nuova, si registra il disagio maggiore. Marisa Baglini (i familiari Adolfo e Stefano sono titolari di un'azienda di idraulica e di irrigazione) è in ansia. «Come si fa a stare tranquilli - si domanda -? Anche nelle case ci sono furti continui, ma gli autori non vengono mai scoperti. Si rapinano negozi, tabaccherie e farmacie, più che banche e gioiellerie, perché è più facile e poi qualcosa in cassa si trova sempre. Nonostante la crisi generale, non si può fare a meno delle medicine..».
Roberto Batini è il proprietario di un grande negozio di coppe, trofei e oggettistica sportiva. «Anch'io - racconta - ho avuto una sgraditissima sorpresa notturna. Hanno spaccato gli infissi per entrare e poi mi hanno rotto la cassa: più di mille euro di danni oltre al furto della merce. Anche nel negozio che ho a Pisa in Corso Italia, subisco continui furti con destrezza. Il fatto è che non c'è certezza della pena e chi commette reati sa che può farla franca facilmente». I commenti della gente sono gli stessi: tutti pensano che si tratti di delinquenti occasionali, pronti a tutto. La contitolare dell'autocarrozzeria Luigi Nuti lancia un appello: «Bisogna che le forze dell'ordine intervengano davvero: abbiamo bisogno di essere tutelati».
Il dottor Massimo Novelli, titolare con il dottor Fabio Lenzi della farmacia di Madonna dell'Acqua, è preoccupato. «Ci avevano già rapinato - spiega a fine agosto scorso. L'altra mattina tutto si è svolto in maniera rapida e sbrigativa. Non so se fossero alle prime armi o professionisti. A settembre avevo ho scritto al sindaco chiedendo maggiore controllo del territorio, ma nessuno mi ha risposto. Speriamo che adesso qualcosa si muova, ma ci sentiamom abbandonati». «Fortunatamente - dice la dottoressa Romina Ricci - ho scampato tutte e due le rapine, ma le le colleghe mi hanno raccontato che ci sono stati momenti di concitazione». A Madonna dell'Acqua intanto c'è paura. «Altri tempi quando si lasciava la chiave dentro la serratura o si usciva socchiudendo la porta»: dice una signora che chiede di restare anonima. «Anni fa - si schernisce - ero stata promotrice di una petizione popolare che ha raccolto oltre un centinaio di firme, consegnate ai vigili urbani per sollecitare una più assidua sorveglianza: ho paura di eventuali ritorsioni». È proprio in via Pietrasantina, la vecchia e la nuova, si registra il disagio maggiore. Marisa Baglini (i familiari Adolfo e Stefano sono titolari di un'azienda di idraulica e di irrigazione) è in ansia. «Come si fa a stare tranquilli - si domanda -? Anche nelle case ci sono furti continui, ma gli autori non vengono mai scoperti. Si rapinano negozi, tabaccherie e farmacie, più che banche e gioiellerie, perché è più facile e poi qualcosa in cassa si trova sempre. Nonostante la crisi generale, non si può fare a meno delle medicine..».
Roberto Batini è il proprietario di un grande negozio di coppe, trofei e oggettistica sportiva. «Anch'io - racconta - ho avuto una sgraditissima sorpresa notturna. Hanno spaccato gli infissi per entrare e poi mi hanno rotto la cassa: più di mille euro di danni oltre al furto della merce. Anche nel negozio che ho a Pisa in Corso Italia, subisco continui furti con destrezza. Il fatto è che non c'è certezza della pena e chi commette reati sa che può farla franca facilmente». I commenti della gente sono gli stessi: tutti pensano che si tratti di delinquenti occasionali, pronti a tutto. La contitolare dell'autocarrozzeria Luigi Nuti lancia un appello: «Bisogna che le forze dell'ordine intervengano davvero: abbiamo bisogno di essere tutelati».
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