Finanza
Parco, Lunardi si dimette
Gianluca Campanella
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In alto folla di bambini a San Rossore Sopra, LunardiIl consiglio scade a gennaio, possibile la reggenza della vicepresidente
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PISA. Entro la fine di questa settimana o, al massimo, all'inizio della prossima Giancarlo Lunardi si dimetterà dalla presidenza dell'Ente parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Vediamo quali sono gli scenari sul futuro della riserva. La legge non prevede incompatibilità tra la carica di presidente e lo status di candidato sindaco per il Comune di Vecchiano.
Lunardi sarebbe tenuto alla rinuncia solo in caso di elezione a metà maggio; ma preferisce questa scelta di «correttezza, in linea con la mia storia». Inoltre le dimissioni del presidente non comportano l'automatica decadenza di tutti gli organi istituzionali del Parco: per esempio, comitato scientifico e consiglio direttivo restano in vigore. In particolare, quest'ultimo è stato nominato il 18 gennaio 2008 e, da statuto, ha una durata di 4 anni esatti. Pertanto tra otto mesi e qualche giorno dovrebbe essere in ogni caso rinnovato.
La decisione su come comportarsi in questo transitorio sarà presa dalla Comunità del Parco, un organo composto dai sindaci dei cinque Comuni su cui si estende il territorio della tenuta naturale e dai presidenti delle due province competenti. Al vertice della Comunità c'è Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano Terme; inoltre ci sono i primi cittadini Marco Filippeschi (Pisa), Franco Mungai (Massarosa), Luca Lunardini (Viareggio), Rodolfo Pardini (Vecchiano); ancora, Stefano Baccelli (presidente della Provincia di Lucca) e Andrea Pieroni (Pisa). La Comunità attende l'ufficializzazione delle dimissioni di Lunardi per muoversi: Panattoni convocherà una riunione prima di Pasqua e sarà presente Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'ambiente. San Rossore, infatti, risponde alla normativa di riferimento per le autonomie locali, ma è un parco regionale: è stato istituto come consorzio nel 1979 e trasformato in ente nel 1994 da due leggi della Toscana. La strada più probabile è la promozione alla presidenza dell'attuale vice: Elisabetta Norci reggerebbe il cda fino al 18 gennaio 2012. Il direttivo è formato da undici componenti e al momento è vacante un posto di consigliere: anche con nove membri il cda può andare avanti senza problemi di numero legale. Però la figura di presidente è indispensabile per le convocazioni dei consigli. E se all'interno del cda questa sembra una soluzione concreta, gli stessi consiglieri preferiscono ricevere l'investitura politica della Comunità. Un'alternativa sarebbe il commissariamento dell'Ente, ma pare che la Bramerini non sia entusiasta di questo percorso. E l'ultima opzione è solo fantascienza: rinominare tutto il cda. Non ci sono i presupposti da statuto e non ci sono nemmeno i tempi: anzi, si dovrebbe già cominciare a ragionare oggi sugli assetti del prossimo quadriennio, per arrivare a una decisione in sincrono con la scadenza naturale.
Lunardi sarebbe tenuto alla rinuncia solo in caso di elezione a metà maggio; ma preferisce questa scelta di «correttezza, in linea con la mia storia». Inoltre le dimissioni del presidente non comportano l'automatica decadenza di tutti gli organi istituzionali del Parco: per esempio, comitato scientifico e consiglio direttivo restano in vigore. In particolare, quest'ultimo è stato nominato il 18 gennaio 2008 e, da statuto, ha una durata di 4 anni esatti. Pertanto tra otto mesi e qualche giorno dovrebbe essere in ogni caso rinnovato.
La decisione su come comportarsi in questo transitorio sarà presa dalla Comunità del Parco, un organo composto dai sindaci dei cinque Comuni su cui si estende il territorio della tenuta naturale e dai presidenti delle due province competenti. Al vertice della Comunità c'è Paolo Panattoni, sindaco di San Giuliano Terme; inoltre ci sono i primi cittadini Marco Filippeschi (Pisa), Franco Mungai (Massarosa), Luca Lunardini (Viareggio), Rodolfo Pardini (Vecchiano); ancora, Stefano Baccelli (presidente della Provincia di Lucca) e Andrea Pieroni (Pisa). La Comunità attende l'ufficializzazione delle dimissioni di Lunardi per muoversi: Panattoni convocherà una riunione prima di Pasqua e sarà presente Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'ambiente. San Rossore, infatti, risponde alla normativa di riferimento per le autonomie locali, ma è un parco regionale: è stato istituto come consorzio nel 1979 e trasformato in ente nel 1994 da due leggi della Toscana. La strada più probabile è la promozione alla presidenza dell'attuale vice: Elisabetta Norci reggerebbe il cda fino al 18 gennaio 2012. Il direttivo è formato da undici componenti e al momento è vacante un posto di consigliere: anche con nove membri il cda può andare avanti senza problemi di numero legale. Però la figura di presidente è indispensabile per le convocazioni dei consigli. E se all'interno del cda questa sembra una soluzione concreta, gli stessi consiglieri preferiscono ricevere l'investitura politica della Comunità. Un'alternativa sarebbe il commissariamento dell'Ente, ma pare che la Bramerini non sia entusiasta di questo percorso. E l'ultima opzione è solo fantascienza: rinominare tutto il cda. Non ci sono i presupposti da statuto e non ci sono nemmeno i tempi: anzi, si dovrebbe già cominciare a ragionare oggi sugli assetti del prossimo quadriennio, per arrivare a una decisione in sincrono con la scadenza naturale.
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