Il Tirreno

Pisa

In Prima nazionale un'opera sulla morte di Franco Serantini

Un’immagine di Franco Serantini
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Un’immagine di Franco Serantini

In scena domani al Verdi il lavoro di Francesco Filidei anche un dibattito a cui interverrà Corrado Stajano

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PISA. Domani alle 21 al Teatro Verdi va in scena "N. N. Sulla morte dell'anarchico Serantini", opera per sei voci soliste e sei percussioni del pisano Francesco Filidei, che racconta la tragica uccisione di Franco Serantini, avvenuta a Pisa il 7 maggio 1972.  Si tratta di una prima nazionale, voluta dalla Scuola Normale Superiore nell'ambito della propria stagione concertistica, un suggestivo affresco sonoro per raccontare un fatto di cronaca tra i più dolorosi della storia della città e dell'Italia con le voci dei Neue Vocalsolisten Stuttgart e le percussioni di Ars Ludi.  Il concerto sarà preceduto nel primo pomeriggio, a partire dalle 16 al Ridotto del Teatro Verdi, da un incontro aperto alla cittadinanza con lo stesso Filidei, il librettista Stefano Busellato, lo storico Marco Revelli e Corrado Stajano, autore del libro "Il sovversivo. Vita e morte dell'anarchico Serantini", il libro a cui Filidei si è ispirato per "N.N".  Rappresentata per la prima volta nel 2009 a Montecarlo e poi al Festival della Musica di Strasburgo, N.N. (Nomen Nescio - ignoro il nome - dicitura apposta sulle carte d'identità dei trovatelli) è un omaggio a Franco Serantini, il giovane morto a Pisa in seguito alle percosse ricevute durante un arresto mentre partecipava a un presidio antifascista.  Un percorso a ritroso dell'autore, Francesco Filidei, nato proprio in quegli anni a Pisa, per ritrovare e scoprire l'Italia degli anni '70, così carica di conflitti e contraddizioni, di reticenze e prevaricazioni.  Con i Neue Vocalsolisten Stuttgartsette, ensemble di sette solisti caratterizzato dalla ricerca di nuove tecniche vocali, e gli Ars Ludi, per la parte concernente le percussioni, viene scandito un testo, su libretto di Stefano Busellato, suggestivo e fortemente evocativo. Nella prima parte, che allude agli scontri avvenuti a Pisa il 5 maggio 1972, i suoni riproducono gli ululati di sirena, i fischietti di polizia, i plotoni in marcia. La seconda è un percorso nella mente e nel corpo martoriato di Serantini, che morirà due giorni dopo. La terza un rito laico che vede i partecipanti, seduti su due lunghi tavoli neri, scatenarsi in schiocchi di lingua e di dita, mani che battono il legno, baci, colpi di tosse, urla.  L'opera si ispira a "Il sovversivo", pubblicato nel 1975, il libro denuncia in cui Corrado Stajano racconta la morte (e la vita brevissima e non facile) di Franco Serantini attraverso documenti e testimonianze.  Stajano e Marco Revelli, nel pomeriggio, daranno un inquadramento storico/sociale del contesto in cui avvennero i fatti che portarono agli scontri e alla morte del giovane anarchico, mentre Filidei e Busellato introdurranno alla rappresentazione serale. L'incontro è aperto a tutti.

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