Attenzione
Tarsu e asili cari, non le mense
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L’assessore Giovanni VialeAl settimo posto in Italia per le tariffe comunali più "salate"
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PISA. Settimo posto in Italia per gli incassi legati alla Tarsu; stesso discorso per gli asili nido; solo ventunesimo invece per le mense; e ancora più giù per gli altri servizi. Totale delle prime tre voci quasi 20 milioni di euro. E' anche così che si finanzia il Comune di Pisa. Tra i primi su scala nazionale e regionale, a vedere le classifiche del Sole 24 Ore. E' opportuno però guardare oltre. L'indagine, basata sui flussi di cassa registrati dal ministero dell'Economia, intende capire come si muovono le amministrazioni nell'ottica del federalismo municipale. Nel 2010, ultimo anno di blocco totale delle entrate, in Italia gli introiti tributari sono aumentati del 7%. La Tarsu, la tassa sui rifiuti, era l'unica voce esclusa dal congelamento. Per questo, secondo il Sole, è stata una delle leve più usate dai sindaci, insieme alle entrate per altri servizi (dai parcheggi agli impianti sportivi) per aiutarsi nel sistemare i bilanci.
Altro aspetto sottolineato è l'impegno rafforzato dai Comuni nella lotta al "nero tributario". Discorso quest'ultimo che vale sicuramente per Pisa e per l'azione della Sepi, Va poi detto che, rispetto alla conclusione cui giunge il quotidiano economico, nel 2010 Palazzo Gambacorti non aveva aumentato alcuna tariffa o tassa. E le cifre alte segnalate per Pisa nelle singole classifiche? L'assessore al bilancio Giovanni Viale invita ad alcune precisazioni. Riguardo alla Tarsu, dice, «la incassiamo anche per le seconde case, patrimonio significativo sul territorio comunale, che sono di proprietà anche di non pisani: è quindi errato considerare l'ammontare complessivo e dividerlo per il numero dei residenti.
Se considerassimo invece quanto paga una famiglia che abita in un appartamento di 100 mq, scopriremmo che Pisa si trova a metà classifica». E sugli asili nido, aggiunge l'assessore, «conta anche il livello di offerta. Pisa è tra le prime in Italia non avendo più liste d'attesa. Il tasso di copertura dei costi del servizio con la tariffa si aggira intorno al 22%, lasciando a carico della collettività circa 5 milioni di euro».
Altro aspetto sottolineato è l'impegno rafforzato dai Comuni nella lotta al "nero tributario". Discorso quest'ultimo che vale sicuramente per Pisa e per l'azione della Sepi, Va poi detto che, rispetto alla conclusione cui giunge il quotidiano economico, nel 2010 Palazzo Gambacorti non aveva aumentato alcuna tariffa o tassa. E le cifre alte segnalate per Pisa nelle singole classifiche? L'assessore al bilancio Giovanni Viale invita ad alcune precisazioni. Riguardo alla Tarsu, dice, «la incassiamo anche per le seconde case, patrimonio significativo sul territorio comunale, che sono di proprietà anche di non pisani: è quindi errato considerare l'ammontare complessivo e dividerlo per il numero dei residenti.
Se considerassimo invece quanto paga una famiglia che abita in un appartamento di 100 mq, scopriremmo che Pisa si trova a metà classifica». E sugli asili nido, aggiunge l'assessore, «conta anche il livello di offerta. Pisa è tra le prime in Italia non avendo più liste d'attesa. Il tasso di copertura dei costi del servizio con la tariffa si aggira intorno al 22%, lasciando a carico della collettività circa 5 milioni di euro».
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